Franco Fortini

A cura di Alberto Pellegatta

Per ricordare il centenario della nascita di Franco Fortini, poeta e redattore della rivista «Politecnico» vogliamo ricordare le sue raccolte Foglio di via e altri versi (1946), Poesia ed errore (1959), Una volta per sempre (1963), Questo muro (1973) e Paesaggio con serpente (1984), insieme alle importanti traduzioni da Brecht, Eluard e Goethe. 
Se Una volta per sempre è un libro complesso e monolitico (come nella serie La poesia delle rose: «Polvere sugli spalti; delle rose / l’empietà ne gode, la sete si esalta / senza posa a colpi di sangue / dove scava balordo lo scarabeo. / Scalcia la dama, perde il sandalo, esige / immanità, si lorda tra erbe e bava. / Miele occlude i trionfi, o ape latina. / Lascia sazie le gole, beate le rose»), dieci anni più tardi la raccolta Questo muro influenzerà anche il giovane Milo De Angelis - con testi come Il seme, In memoria I, Deducant te angeli e La collina: «Non riposano secoli ma solo qualche estate / nella mezza luce sul pendio / dove le pietre non meditano nulla. / Tra gli incisivi e le piccole zampe / fanno viaggio le formiche. / La felce si essica e si contrae. / I semi sgorgano dai loro astucci. / Provi la forza dell’erba con la mano». 


LA POSIZIONE

Noi ci troviamo in questo momento in corsa
in una lunghissima curva della pista: che è la pianura
di nebbia fetida, chioschi, conigli sbranati, fari.
Precipita la notte e incanta la regione.
Le auto multicolori emettono appelli.
Bruciano filamenti d’oro. Oh, essere vivi ci è caro.

E se altre notizie volete possiamo dirvi
che su nel cielo il freddo animale immaginario piange.
E se troverà taluno nel portabagagli una testa recisa
che apre e chiude sempre più lente le labbra
talaltro avrà i giornali o i mirtilli d’una volta.
Noi porteremo a termine comunque il compito vegliando

questo nel piccolo sonno ormai riunito popolo.