Giovanni Turra

Giovanni Turra è nato a Mestre nel 1973 e risiede a Mogliano Veneto. Insegna letteratura al liceo. Ha vinto l’edizione 2007 del Premio Cetonaverde Poesia e ha pubblicato le raccolte Planimetrie (Book 1998) e Condòmini e figure, in «Poesia contemporanea. Nono quaderno italiano» (Marcos y Marcos 2007). È stato incluso nei volumi antologici L’Opera Comune (Atelier 1999) e Transiti (Amos 2001).

Suoi testi sono apparsi su riviste specializzate italiane e estere, cartacee e telematiche. Su tutte «Poesia», «In Forma di Parole», «Journal of italian translations» ecc. Sua la curatela de Le vie della città di Emilio Cecchi (Amos 2004) e del Colloquio con Francesco Biamonti (in F. Biamonti, Scritti e parlati, Einaudi 2008).

Alcuni suoi contributi sulla poesia ne La parola scoscesa (Marsilio 2012). Le poesie che scegliamo provengono da una raccolta ancora inedita.

Il lettore certo noterà un tono delicato in questi versi, anche dove sono più impertinenti e ironici.
Sono testi vivaci, dall’andamento complesso e controllato, in una lingua “ricomposta” con sapienza.
Poesie in cui l’intelligenza diventa trama e cadenza, e in cui c’è sempre intreccio.

Riflettere quel poco
com’è dei sottoposti.
Darsi da fare invece, darci
dentro. Ne viene alla vita una lena
che piace. Tant’è:
si affinano i dolori,
la gioia giubila di più.

L’annuario del telefono
Sfogliare l’annuario del telefono,
cercarvi famiglie scomparse da tempo,
gli amici, i personaggi famosi.
Trovarne i cognomi, non i nomi,
quasi che volessero a quel modo
tenerti lontano.
«Sono io», gratta il microfono spento
da giorni. «Sono tornata, sto bene.»
Come se mai al mondo
sogni fossero esistiti
e baci
e giardini fioriti.

Con fatica dire fame
Issata sopra molle è la mia testa
e balla a ogni alzata di spalle
e crolla giù. E se faccio no col capo,
mi si rovescia l’occhio nell’occhiaia.
Non ho equilibrio come vedi
né sostegno alcuno. E calzo
spaiati due trentotto, entrambi
destri. E non posso portar pesi.
Neppure la sportina con il miglio
e la foglia di lattuga.
E quando con fatica dico fame,
mi accennano con gridi dalla strada,
non mi lasciano frinire.

1 commenti

Giovanni Turra :
Mille grazie! In ritardo... | martedì 02 dicembre 2014 12:00 Rispondi