Tommaso Di Dio

Tommaso Di Dio è nato nel 1982 a Milano, dove vive e lavora. 
É autore di Favole (Transeuropa 2009, con la prefazione di Mario Benedetti). Ha tradotto una silloge del poeta canadese Serge Patrice Thibodeau, apparsa nell’Almanacco dello Specchio Mondadori (2009). 
Nel 2012 una scelta di suoi testi è stata pubblicata ne La generazione entrante (Ladolfi). Ha collaborato con alcuni saggi alla rivista L’Ulisse, edita online da Lietocolle, a cura di Italo Testa. 
Ha firmato l’introduzione Se sappiamo dell’umano essere ancora amici al libro di Domenico Ingenito, Per camminare rapidi sulle acque (Ladolfi 2012). 
Nel 2006 partecipa con propri testi al progetto Mshumaa del fotografo Salvatore Ferrara e dei musicisti Anouchka Trocker e Seby Ciurcina. Dal 2005 collabora all’ideazione e alla creazione di eventi culturali con l’associazione Esiba Arte, per la cui compagnia teatrale scrive testi (www.esibateatro.wordpress.com).
Nella sua città e in altre, partecipa e organizza gli incontri di poesia Fuochi sull’acqua. Fa parte della giuria del Premio Castello di Villalta e del Premio Rimini.
Le poesie che scegliamo provengono dalla recente raccolta in versi Tua e di tutti (Lietocolle 2014).

Dove dormi. Tu sei dentro
una faccia di alberi, una notte
grande. Quando dormi tu
addosso hai sempre le strade aperte
luce d’acqua mossa
cielo e bestie se

ti tocco respiri. Mi chiedo
a cosa ci porta questa nostra
ignuda natura; una cosa arcana
e stupenda pelle se

ti tocco respiri.

*

L’apertura delle foglie; gli alberi.
E la bambina che va
a piedi nudi sui ballatoi. La presenza
dei colori cancellati, a brani
sui cartelloni, sui muri poi
sulle braccia.

Siamo deboli. 

Se metti la faccia sulla terra
ai limiti estremi della bocca c’è
la nostra unica
somiglianza infinita.



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All’attenzione di Alberto Pellegatta
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