"Un mondo senza politica?"

Se si tratta in generale di una assenza di politica dalla vita dell'umanità, la risposta è senz'altro no. Se si tratta di un rifiuto dell'attuale "piccolo cabotaggio politico" che mira principalmente alla sopravvivenza della propria parte, come sta avvenendo da noi, la risposta potrebbe essere sì.

È indubbio che la politica debba tendere alla democrazia, peraltro in affanno in tutto il mondo. In pochi anni è scomparsa in una decina di paesi, sostituita da regimi autoritari.
In molte di quelle che restano avanzano gli “uomini forti”, scelti da un elettorato impoverito dalla crisi, insicuro e timoroso, che dice no alla politica come è stata sin qui intesa, rivelatasi incapace di offrire valide risposte alle sue istanze. 
Dopo i limiti rivelati dai “governi tecnici”, autoreferenziali, è il momento che uomini di buona volontà, formati a un solido impegno di politica vissuta e non improvvisata, si attivino per formare una nuova classe dirigente.  
È l’obiettivo di un corso promosso - sull'onda della sollecitazione e dell'invito di Papa Francesco ai giovani affinché si impegnino in una politica elevata dai valori morali - da Arcidiocesi di Milano in collaborazione con Università Cattolica, ISPI e Iustitia, la Rivista dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.
Se è impossibile per una società moderna, ma per l'umanità in generale, fare a meno della politica, è altrettanto vero che essa deve saper rispondere agli interessi della collettività sulla base di principi di convivenza e compartecipa-zione,  e non a tatticismi, personalismi e interessi di parte.
La politica, in quanto portatrice di pietas, di umanità, cioè di valori morali, deve essere il fattore cardine sul quale basare - al di là degli asettici tecnicismi privi di ogni moto dello spirito - il governo della cosa pubblica.
Achille Colombo Clerici