CHE VUOI CHE SIA

Regia: Edoardo Leo - Sceneggiatura: Edoardo Leo, Alessandro Aronadio, Marco Bonini, Renato Sannio - Cast: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Massimo Wertmüller

Consigliato perché: Una commedia divertente ma con note amare, dalla sceneggiatura intelligente e ben scritta, che riflette su temi attuali senza banalizzarli.

Claudio e Anna si barcamenano tra il lavoro precario, i soldi che scarseggiano e il desiderio di avere un figlio. Siccome il progetto web di Claudio non riscuote successo, i due promettono provocatoriamente di girare un video porno se gli internauti lo finanziano tramite crowd-funding; le conseguenze sono inaspettate. Il secondo film scritto e diretto da Edoardo Leo (dopo “Noi e la Giulia” del 2015) è una commedia dolceamara, che parla delle incertezze della generazione dei trenta/quarantenni in Italia e offre molti spunti di riflessione. Le tematiche principali sono la precarietà della situazione economica odierna e l’impatto del web e dei media nella vita di ogni giorno; ma Leo non manca di tirare frecciate all’ipocrisia di certi nostri preconcetti, o di presentare con tono pungente i conflitti generazionali e le situazioni paradossali che a volte si creano in famiglia. Il punto di forza del film è sicuramente la sceneggiatura, che dosa sapientemente i momenti divertenti con quelli seri, senza scadere nelle banalità e senza apparire forzato. La pellicola mantiene un buon ritmo per tutta la sua lunghezza grazie a un ottimo e azzeccato cast, specialmente Papaleo. Il film è ambientato a Milano, e la fotografia di Alessandro Pesci crea – grazie alle belle riprese della zona più moderna della città – un’atmosfera quasi da pellicola d’oltreoceano; la storia, invece, è tutta italiana, nella misura in cui richiama dolorosi avvenimenti recenti legati ai media, e mostra la precarietà esistenziale che colpisce ogni italiano nel periodo post-crisi (specialmente se sotto i cinquant’anni). Edoardo Leo e i suoi co-sceneggiatori, inoltre, presentano allo spettatore i loro valori e il loro metro di giudizio riguardo ai problemi sollevati dalla trama senza che la risoluzione della vicenda risulti “telefonata” né imposta con la forza a chi guarda. Un film italiano intelligente, che non ha paura di far pensare lo spettatore.
Deborah Lepri