I MAGNIFICI 7 (The Magnificent 7)

Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Richard Wenk, Nic Pizzolatto (su soggetto di Akira Kurosawa)
Cast: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Lee Byung-hun, Martin Sensmeier, Manuel Garcia-Rulfo, Haley Bennett, Peter Sarsgaard
Consigliato perché: Scene d’azione ben costruite permettono al variegato cast di brillare in un western dal sapore e dall’aspetto classico.

Per gustarsi I magnifici 7 bisogna entrare in sala senza pensare a Kurosawa o Sturges: fare confronti non rende giustizia al film, che è un ottimo action movie, nonché un western come Hollywood non ne produceva da tempo. I Sette del titolo sono pistoleri che, guidati da Denzel Washington, rispondono alla richiesta di aiuto di un’arrabbiata vedova e difendono la cittadina di Rose Creek dalle angherie del magnate Bogue (Peter Sarsgaard), insegnando agli abitanti come farsi valere e diventando amici nonostante la pericolosa missione. Fuqua, già regista di Training Day e Southpaw, articola il film in tre atti, lo dirige con maestria, calibrando scene d’azione e momenti più toccanti, guidando la storia verso una conclusione agrodolce e soddisfacente. Nessuno dei protagonisti è un eroe in senso stretto e il film ne mostra anche i lati oscuri, ma ciò rende le loro azioni ancora più lodevoli ed emozionanti. L’affiatato cast, inoltre, è “aggiornato” al 2016 (a differenza, purtroppo, di altri film d’azione recenti): grandi nomi del cinema e nuove star di nazionalità disparate rispecchiano la multiculturalità dell’America odierna. L’unico personaggio stereotipato del film è il cattivo: la sua caratterizzazione “in bianco e nero”, però, è parte dell’atmosfera da classica pellicola western. Contribuisce a questo afflato anche la fotografia dell’italiano Mauro Fiore, che richiama i film di John Ford e, appunto, John Sturges inquadrando paesaggi mozzafiato e tramonti su cui si stagliano gli eroi a cavallo. Eccellente, poi, è la colonna sonora del compianto James Horner, completata in segreto poco prima della morte mentre il film era ancora in produzione. Il compositore unisce melodie morbide e sonorità energiche, che aumentano di intensità all’avvicinarsi dello scontro finale. L’addio ai Sette, infine, è accompagnato da un tema musicale che rivisita le famose note di Elmer Bernstein composte nel 1960.
Nel complesso, un film d’azione godibile, che non raggiunge le vette qualitative dell’originale ma che non ne teme il confronto. Non diventerà un grande classico, ma ha buone chances di ridare slancio al genere western.
Deborah Lepri