Parenti: tante storie alla ribalta

Molte domande negli spettacoli di maggio

Dal 9 al 14, “Laika”, di e con  Ascanio Celestini, mette in scena un Gesù improbabile, che, chiuso in un appartamento di qualche periferia, si confronta coi propri dubbi e le proprie paure.  È un essere umanissimo, incarnatosi non per redimere l’umanità, ma solo per osservarla. È davvero il figlio di Dio o uno schizofrenico? Ma se il creatore, per redimere gli uomini  si incarnasse, condividendo la loro umanità (e dunque il dolore), si accollerebbe anche paure e dubbi del tempo presente.
Un microcosmo osservato con ironia e vicinanza va in scena dal 9 al 21 maggio con “Ci scusiamo per il disagio”, primo spettacolo del Progetto T, prodotto dall’Associazione Teatrale pistoiese. Condotto come una ricerca nelle stazioni ferroviarie, racconta di gente che non parte, ma che guarda gli altri muoversi in questi non-luoghi di passaggio, ricavandone una sorta di commedia all’italiana pessimista e divertita.
Dal 9 maggio al 1 giugno, di Francesco Brandi “Buon anno, ragazzi”, regia di Raphael Tobia Vogel, è la storia di un insegnante che sceglie di passare da solo la notte di Capodanno, ma la sua casa si riempirà di persone che, invece hanno bisogno di dirgli qualcosa. Ed è qui, il problema: siamo capaci di dirci le cose per quelle che sono?  Padre, madre e figlio attorno a un tavolo litigano, pregano, si odiano, ma occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite che deve cambiare il loro futuro. 
Dal 16 al 21 maggio. È “4 5 6” di Mattia Torre, che spiega: L’idea è che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Non avendo un’unità culturale, morale, politica, il Bel Paese rappresenta oggi una comunità di individui, gli uni contro gli altri, per precarietà, diffidenza e paura; per mancanza di aspirazioni comuni. E proprio nella famiglia, il nucleo aggregante, nascono i germi del conflitto.  
GDB