Al TEATRO BURATTO SI ALZA IL SIPARIO

Da quest'anno il teatro per l'infanzia milanese va in scena nella nuova sede del Teatro Buratto, in via Bovio 5, zona Maciachini. Un nuovo edificio di oltre 2000 mq firmato dall'architetto Italo Rota per il Comune di Milano e realizzato da Generali Real Estate. Un Polo teatrale per l'infanzia e i giovani in cui si alternano spettacoli, incontri, laboratori e corsi teatrali, momenti di formazione, scambi internazionali, attività sul territorio, eventi e ospitalità aperte ad altri linguaggi culturali e creativi.

Domenica 22 ottobre prende il via la prima stagione della nuova struttura con una proposta ampia di spettacoli che alternano fiabe, miti, racconti moderni e originali drammaturgie per l'infanzia, utilizzando linguaggi e stilemi diversi, tradizionali o innovativi. Proposte tutte di grande forza evocativa per stimolare la fantasia dei bambini e parlare loro utilizzando le suggestioni, il divertimento, le emozioni e la magia del teatro.
Qualche numero: 143 repliche, 28 titoli per bambini e scuole, 11 titoli per tutti, 4 nuove produzioni, oltre 200 alzate di sipario, 130 repliche di tournée in Italia e all'estero.
Quindi, domenica 22 ottobre, ore 16,30 Becco di Rame”, da 3 a 8 anni, produzione Teatro del Buratto, dal libro di Alberto Briganti, adattamento drammaturgico di Ira Rubini, ideazione e messa in scena Iolanda Cappi Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi con Nadia Milani, Matteo Moglianesi,
Serena Crocco.

Lo spettacolo narra la vera storia di Becco di Rame, un'oca che ha perso il becco lottando contro la volpe per difendere il pollaio. Il veterinario del paese, il dott. Briganti, è riuscito a salvarla dopo un lungo intervento costruendole al posto del becco una protesi di rame. Il signor Briganti, poi, ha deciso di raccontare questa storia ai bambini, una storia a lieto fine che dimostra come possa essere straordinaria ed emozionante la vita, quella vera, che, a volte, ci mette davanti a prove difficili che possono renderci ancora più forti e anche migliori di prima.
Conservare dentro di sé l'infanzia per tutta la vita, - ha scritto Bruno Munari - vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.
Tina Nava