FILAX ANGHELOS Figlia del boom (atto primo) in prima nazionale

testo e regia Renato Sarti, con Massimiliano Loizzi, costumi Carlo Sala, musiche Carlo Boccadoro, produzione Teatro della Cooperativa,
SEGNALATO PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO 1991

Da lunedì 19 giugno a sabato 1 luglio 2017 - orari spettacoli lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato 20.30, giovedì 19.30 .domenica riposo. Biglietti euro 18; 15; 10; 9; giovedì biglietto unico euro 10 - per prenotare 02 20761 info@teatrodellacooperativa.it  www.teatrodellacooperativa.it
biglietteria dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 - sabato dalle 18 alle 20 (solo nei giorni di replica) domenica chiuso Teatro della Cooperativa – via Privata Hermada, 8 – Milano
“Una parte di me si ribella a quell’altra. Una parte di me si ribella a quell’altra.”
Filax (custode) e Anghelos (Angela) sono una sola persona che, fra le mura di un manicomio, vive uno sdoppiamento di personalità in cui sono condensati i mutamenti più laceranti avvenuti nel nostro Paese dal dopoguerra a oggi.
Angela è una infanticida che immagina di preparare un attentato in una grande cattedrale in cui verranno dilaniati i più importanti capi di stato. Mentre si ingarbuglia fra pirite, spolette e timer necessari per l’evento sanguinario, Angela racconta e rivive la sua vita travagliata, dalla nascita, avvenuta prematuramente a causa di un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, all’uccisione, anche in conseguenza di quello shock, del suo unico e tanto agognato bambino. Alla fine del primo atto prenderà il sopravvento Filax, l’altra parte di sé, maniaco delle divise, dell’ordine e con turbe sessuali indicibili. 
Per mettere in scena questo suo testo, Renato Sarti ha scelto Massimiliano Loizzi come interprete di un personaggio ambiguo e folle nelle sue componenti maschili e femminili. Il testo è stato segnalato al 41° Premio Riccione per il Teatro con la seguente motivazione: “È un ricco, appassionato e impervio monologo centrato sulla drammatica ricerca di una identità patologicamente scissa”. “Un dramma stimolante, di notevole dinamica teatrale e con un preciso linguaggio. Insomma l’ho molto apprezzato”. Vittorio Gassman