La parola ai lettori Lettere da Antonio (1)

Pensieri moltiplicati dal verde dell’Orto

Caro Davide,
ogni giorno nell'orto riscopro la natura e la storia, ripensando alle correlazioni che intercorrono dalla preparazione del terreno fino al raccolto. La natura meglio degli uomini registra, col suo alfabeto, l'evoluzione del tempo: non chiede il permesso e concede all'uomo solo il compito di raccontare.
Per l'orto il delegato è Angelo (88 anni): lo spazio, oggi Orto Comune Niguarda, era una discarica di macerie della Milano bombardata, lo conferma Renzo ancora alla ricerca di pezzettini di vetro, di elementi di plastica o di grossi sassi non utili al drenaggio dell'acqua.
Luciano, cultore dell'oggi, è attento alla coltura di ortaggi e di fiori in un ambiente pulito, senza erbe infestanti, mentre Arianna si attarda nello spazio delle 'Antiche', preposto per la difesa di piante solo italiane. Martin, il giovane agronomo ha il compito difficile di coordinare interessi e attività necessarie. Antonio, costretto dal 'fiatone' a rallentare il suo abituale ritmo, coglie con più intensità le striature sulle pietre o il rumoreggiare del vento nel canneto, mentre cerca i tutori per i fagioli.
In questi ultimi giorni di aprile, tutte le prose dell'orto sono ricoperte dalle piantine di ortaggi, gli steli più alti sono quelli delle fave. I miei pensieri infiniti si sovrappongono; le parole non sono sufficienti ad esprimere i miei sentimenti, meglio canticchiare sillabe che diventano note.

Nonno Antonio