Il Pont de Ferr di Porta Genova

Il quartiere dei Navigli è diventato forse il più frequentato di Milano. La sistemazione della Darsena, del Naviglio Grande e di piazza 24 Maggio ha restituito alla città nuovi spazi d’incontro per i cittadini.

Dalla Darsena, per via Vigevano, si arriva alla stazione di Porta Genova e ai suoi binari che interrompono il passaggio per l’ex quartiere industriale Tortona-Savona. Alla sua destra c’è il ponte che assicura l’unico passaggio pedonale di collegamento rapido per raggiungere la zona Tortona - Savona. Da anni le ex fabbriche sono diventate centri di attività fieristiche, sedi espositive di ogni genere, hotel, centro del design, sedi di Case della moda: Armani, Fendi, Moncler, Zegna e altri. C’è il nuovo Museo delle culture e il silos Armani. La via più rapida per raggiungerli dal centro con la metro linea verde di p.ta Genova è il “Pont de Ferr”.
Si chiamava “Scaletta”, nel 1987, perché assicurava il passaggio rapido agli operai per andare nelle grandi fabbriche che si erano insediate lungo il Naviglio Grande. Questo ponte resiste dal 1870, quando fu costruita la linea ferroviaria Milano-Vigevano, e ha resistito a tutte le intemperie.
L’hanno percorso milioni di uomini e donne che negli anni hanno contribuito a far grande Milano. Presenta, però, le usure del tempo. Nonostante sia diventato il Ponte Verde e “Ponte degli Artisti”, avrebbe bisogno di essere difeso dalla ruggine e soprattutto dovrebbe assicurare un passaggio sicuro ai pedoni.
Forse basterebbe qualche migliaio di euro per renderlo civilmente passaggio pedonale storico. Sabato scorso mentre mi recavo a votare per la scelta democratica del candidato sindaco del Centro sinistra, tanti cittadini percorrevano i marciapiedi stretti di via Tortona in direzione del Museo delle culture e senza protestare si   incolonnavano per lasciar passare le auto. Scendevano dal Pont de Ferr, ancora verde, rattoppato con qualche lastra nuova, là dove la ruggine aveva reso più pericoloso il passaggio. In alto qualche artista aveva appeso nella notte vecchi mutandoni di un tempo. Ora che le primarie del Centro sinistra sono terminate, c’è da augurarsi che il sindaco Pisapia e gli Assessori competenti si facciano una passeggiata su questo storico passaggio pedonale e trovino il migliaio di euro per renderlo degno della nuova Milano. Si metta anche qualche cartello segnaletico che indichi la via più breve per raggiungere il Museo delle culture e il silos Armani. Forse si potrebbe rendere pedonale anche questo tratto di via Tortona fino al piazzale Delle culture. Si potrebbe consentire il passaggio solo ai residenti. La storia di Milano è stata fatta anche dai tanti operai, cittadini che, a fatica, hanno “scalato” questo ponte, lo “scalano” ancora in tanti senza alcun lamento e protesta per raggiungere i luoghi di produzione di ieri e di oggi, ma anche tanti solo per passeggiare lungo il Naviglio e la Darsena.                             
Nicola Di Biase