I MONDI CONTRATTANTI DI ESPRESSIONE E VITA

Kathleen Mansfield Beauchamp, in seguito più semplicemente Katherine Mansfield, nata a Wellington (Nuova Zelanda) il 14 ottobre 1888 è una fra le più grandi scrittrici mondiali. Alla tenera età di undici anni, anagraficamente ancora bambina ma già matura mentalmente, Katherine inizia a pubblicare i suoi primi, deliziosi racconti sul giornale del liceo locale. Nel 1902 la sua famiglia: genitori e tre figlie compresa Katherine, si trasferisce a Londra, per permettere alle ragazze di frequentare il Queen's College, primo istituto inglese di formazione superiore aperto alle donne. Perché potevano a quei tempi cambiare i Paesi e le loro formazioni politiche ma le deformazioni congenite nella mente umana (leggi: maschile) non variavano granché. La giovanissima Katherine inizialmente studiò il violoncello, e con profitto, visto che divenne una strumentista di talento; ma di lì a non molto la sua passione per la letteratura la coinvolse non più soltanto come lettrice ma anche e soprattutto come scrittrice. Dal 1903 al 1906 viaggiò per l'Europa e dal 1906 al 1908 iniziò a scrivere racconti che - di lì a poco - avendo nel frattempo conosciuto la prosa di Anton Cechov, scriverà ispirandosi allo stile del grande narratore russo, maestro soprattutto nella stesura di storie piccole ma piene di grandi sentimenti e di profondi pensieri. Tre anni dopo, nel 1911, eccola pubblicare la sua prima raccolta di racconti: "In una pensione tedesca". È questo il periodo in cui conosce i grandi scrittori David Herbert Lawrence e Virginia Woolf. Sempre in quell'anno, incontra il critico John Middleton Murry, che sposerà nel 1918, ultimo anno di guerra mondiale e primo di una guerra personale che la contrapporrà al marito in una serie di alti e bassi. L'anno prima di contrarre matrimonio viene colpita dalla tubercolosi, dovuta forse ai postumi di una sua precedente relazione con il critico e traduttore Floryan Sobierowski, che le procurerà una malattia venerea. A causa del cosiddetto mal sottile la giovane donna provvista al contrario di uno spessore intellettivo più che notevole, sarà costretta a trascorrere gli inverni in Paesi dal clima mite quali Francia, Italia, Svizzera, lontana dal marito che invece resterà a Londra perché diventato direttore di riviste culturali. Dalla sua posizione John farà collaborare la neo moglie alla stesura di recensioni di libri che in seguito furono raccolte in volume. Nel 1920 esce la raccolta di racconti "Bliss", e nel 1922 quella intitolata "The Garden Party". Purtroppo la salute di Katherine non migliora, e così nell'ottobre 1922: il 17, tre giorni dopo avere compiuto 34 anni, decide di recarsi a Fontainebleau, nei pressi di Parigi, nell'istituto strutturato come una comune fondato e diretto da uno pseudo medico armeno chiamato Georges Gurdijeff, il quale sottopone i suoi pazienti a una sorta di cura omeopatica, contrapponendo il freddo dell'ambiente al freddo che le persone lì ricoverate provano, facendole poi lavorare in gruppo e spersonalizzandole al massimo. Katherine: morirà circa tre mesi dopo il suo ingresso nell'istituto, precisamente il 9 gennaio 1923, di emorragia. Verrà sepolta nel vicino cimitero di Avon, in una fossa sormontata da una lapide con la scritta: "Katherine Mansfield, moglie di John Middleton Murry. 1888-1923. Nata a Wellington Nuova Zelanda, morta ad Avon". Come si vede, essere stata moglie (e di cotanto marito) era da anteporre a ogni merito che la donna aveva avuto. Negli anni a venire Murry pubblicò in volume tutti i racconti scritti dalla moglie (una novantina), più quelli non terminati; poi le recensioni, le poesie, le annotazioni e le tante, molte lettere scritte da Katherine a lui e ad altri corrispondenti. Lo stile di questa grande scrittrice era delicato e poetico, di molto dissimile dalla sua vita, che in gioventù non si fece mancare amori di ogni genere, compresi quelli con il suo stesso sesso. Sebbene non fosse stata come la sua collega e amica nonché prima editrice Virginia Woolf, la sua bisessualità l'accompagnò per tutta la sua breve vita. Una breve vita che purtroppo le impedì di scrivere almeno un romanzo, il quale con il suo stile incantevole le avrebbe permesso di attirarsi, oltre che complimenti densi di ammirazione anche invidie da parte di colleghi come la già citata Virginia Woolf. La sua tomba nel cimitero di Avon fu per molti anni lasciata in rovina, prima di venire restaurata. Un piccolo ricordo personale: quando una decina di anni fa andai in visita alla sua tomba, non avendo trovato un fiorista nei pressi dove poter acquistare una pianta in vaso, uscii dal cimitero e mi diressi in un vicino giardino, dove strappai una bel fiore bianco e tornato alla tomba, lo piazzai sulla cuspide, fermato da un foro lì sopra. Mi sembrò uno di quei fiori che le ragazze si mettono sui capelli durante la primavera della loro vita, per essere di aspetto più leggiadro. Leggiadro come lo stile letterario che la grande scrittrice inglese possedeva e trasmetteva a chiunque munito di sensibilità la leggesse e potesse comprenderla.    

Antonio Mecca