Rubrica settimanale: l'angolo della finanza

Elezioni europee, si parte
di Folco Portinari*

Questa settimana, la finanza passa il testimone (momentaneamente) a un grande appuntamento elettorale.
Mancano due mesi e mezzo alle decime elezioni europee. Il primo parlamento fu eletto il 10 giugno 1979; l'ottavo si formerà in seguito alle elezioni che si terranno in tutti gli Stati membri dell'Unione europea tra il 23 e il 26 maggio prossimi (domenica 26 in Italia). Per uniformare le operazioni di scrutinio, l'apertura delle urne avverrà per tutti la sera di domenica alle 23, ora di Bruxelles (stesso fuso orario dell'Italia).
Come si vota? Sulla base della legge elettorale del '79 in vigore, l'Italia è divisa in cinque grandi circoscrizioni: Milano fa parte di quella del Nord-Ovest, che raggruppa Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle D'Aosta.
Il numero complessivo degli europarlamentari non è fisso: varia con il variare delle dimensioni geografiche dell'Unione europea. Che sinora è sempre cresciuta. Nei prossimi giorni invece dovrebbe uscire formalmente la Gran Bretagna (ma non sono esclusi colpi di scena) per cui a oggi è previsto che il numero degli europarlamentari scenderà dai 751 del 2014 a 705 (alcuni seggi verranno redistribuiti, altri congelati per nuovi eventuali Stati membri).
L'Italia dovrebbe così passare da 73 a 76 seggi. La nostra circoscrizione dovrebbe averne più di tutti: 20.
La ripartizione dei seggi avviene con il sistema proporzionale, come era una volta per la Camera e il Senato. Ma c'è un dettaglio importante: vige una clausola di sbarramento del 4% su base nazionale. I partiti che non raggiungono cioè il 4% di tutti i voti validi, sono esclusi dalla ripartizione dei seggi. I partiti sul filo del rasoio, sulla base dei sondaggi, sono tre: + Europa di Emma Bonino, Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e Leu (Liberi e uguali, il partito nato dalla scissione dal PD a fine 2017).
 

 Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri