STAZIONE PORTA NUOVA II (1850-1864)

DA "El Calendari milanes 2018"

Ripresa l’idea di un collegamento ferroviario con Como ma bocciata nuovamente l’ipotesi di costruire una stazione a Porta Tenaglia, nel 1846 il Signor Antonio Grassi, ottenute le concessioni, pensò di sfruttare il tronco Milano-Monza per usufruire dei binari preesistenti. Questa decisione fu fortemente osteggiata dai piccoli comuni a nord di Milano che si videro tagliati fuori e che dovettero aspettare il 1879 per essere raggiunti dalla ferrovia.

Superati i soliti intoppi, le trattative progettuali e finanziarie furono assai celeri e, una volta approvato il progetto del Grassi, i lavori iniziarono nel 1847 per concludersi con il viaggio inaugurale il 7 Dicembre 1849.

Nel contempo, si decise di collocare la nuova stazione di Porta Nuova pochi metri più a nord della vecchia sulle rive della Martesana. Ad avvicendarsi nella sua costruzione furono in parecchi: il francese Alfredo Lecointe, artefice del progetto poi rielaborato dall’ architetto milanese Stabili, l’ingegnere Canzio Canzi ed infine Achille Jodani che si occupò del sopralzo dell’edificio. Il 24 Giugno del 1850 la stazione aprì al pubblico.

Armoniosa, ben distribuita e dotata di una grande tettoia in metallo, legno e vetro a tre campate che riparava i binari, suscitò impressioni, compresa quella del nostro Ignazio Cantù, fratello del più noto Cesare, in larga maggioranza lusinghiere e favorevoli, nonostante due problemi non da poco. Primo, la difficoltosa accessibilità dovuta alla distanza: direttamente dal centro di Milano con una vettura pubblica, una spesa inferiore e un analogo tempo si poteva comunque raggiungere Monza. E secondo, l’assenza di una biglietteria interna che costringeva i passeggeri a recarsi in via dell’Agnello, vicino a Piazza Duomo, per acquistare i biglietti.

Ma lo spettacolo dei treni in partenza o in arrivo e l’emozione di vedere le locomotive trasferirsi da un binario all’atro mediante piattaforme girevoli, attirava ogni giorno capannelli di curiosi che correvano come matti per non perdersi nulla di questa nuova eccitante invenzione. Un po’ meno entusiasti erano i passeggeri di terza classe i quali, sistemati su vagoni sprovvisti di copertura, prima di ogni partenza erano costretti a fare regolarmente gli scongiuri perché non piovesse…o peggio.  Ne luglio del 1859, durante la Seconda Guerra di Indipendenza, venne costruito in tempi brevissimi un binario provvisorio lungo il perimetro Nord-Est delle Mura Spagnole, dalla Stazione di Porta Nuova a quella di Porta Tosa; in questa maniera, i treni potevano caricare le nostre truppe in due punti diversi della città proseguendo così senza interruzioni, da Torino verso Venezia.

Conclusa la guerra, il progetto di una grande Stazione Centrale ricominciò ad aleggiare nell'aria e, sotto l’incalzante spinta del progresso, la seconda Porta Nuova chiuse i battenti nel 1864, a soli quattordici anni dalla sua inaugurazione. In seguito mantenne la funzione di traffico merci fino al 1873 e, dopo aver ospitato la sede della dogana ferroviaria, è ancor oggi visibile come Comando della Guardia di Finanza al N.5 di Via Melchiorre Gioia.

 


                                                                             Riccardo Rossetti