CAMBIA IL SISTEMA TARIFFARIO DEI CENTRI DIURNI DISABILI DEL COMUNE

Parte la sperimentazione dopo il confronto aperto con le famiglie degli ospiti dei Centri.
Majorino: “Dal 1° gennaio costi più sostenibili ed equi”

A partire dal 1° gennaio e per un anno, in via sperimentale, cambia l’articolazione tariffaria per gli utenti dei Centri Diurni Disabili del Comune di Milano e di quelli convenzionati. Una misura decisa a seguito di un confronto tra l’Assessorato al Welfare e le famiglie di persone con disabilità gravi e gravissime, che mira a rendere più equa la ripartizione dei costi in relazione alle fasce di reddito.
“Siamo arrivati a questa decisione dopo una fase di ascolto dei bisogni delle famiglie delle persone assistite nei Centri Diurni - ha spiegato l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. - Dal 1° gennaio il Comune articola in modo diverso le tariffe per rendere più equo e funzionale il meccanismo di distribuzione dei costi, cercando così di coniugare una misura di equilibrio verso le famiglie con le esigenze dell’Ente di razionalizzare le spese mantenendo efficiente il sistema di assistenza”.
Il meccanismo usato fino a oggi infatti prevedeva la contribuzione parziale dell’importo del pasto da parte dell’utente (2,60 euro al giorno), la cui tariffa era calcolata sulla base dell’ISEE ordinario della famiglia dell’ospite. Il che comportava il mancato pagamento dell’importo giornaliero nel caso di assenza con la conseguenza di un mancato introito da parte dell’Amministrazione Comunale. 
Dal 1° gennaio le tariffe saranno calcolate a prescindere dal numero di assenze e sulla base dell’ISEE socio-sanitario e non più ordinario. Saranno articolate in questo modo: da 0 a 2.000 euro si pagherà una quota mensile di 32 euro, da 2000,01 a 6.000 euro una quota mensile di 54 euro e superiore a 6.000 una quota di 106 euro.
In questo modo 568 (88%) su 645 assistiti nei 40 Centri cittadini pagheranno la tariffa più bassa di 32 euro al mese. Mentre solo il 5% pagherà la tariffa massima di 106 euro. Con il vecchio sistema invece l’80% degli utenti pagava 57,2 euro al mese.