LA POLITICA MONETARIA E LA STABILITA’ DEL VALORE DELLA MONETA

“La politica monetaria e la stabilità del valore della moneta” è stato il tema di un nuovo Incontro con la Banca d’Italia di Milano, l’istituzione - una delle poche in Italia - che periodicamente apre le porte della sua austera sede per far conoscere meglio ai cittadini i compiti e le funzioni della Banca Centrale Italiana e, più in generale, le regole della finanza che sono alla base dell’economia di un Paese moderno.
Dopo la presentazione di Giuseppe Sopranzetti, direttore della Sede di Milano Banca d’Italia, si sono alternati al microfono Paola Ansuini, responsabile della Comunicazione Banca d’Italia; Giuseppe Ferrero, Servizio Congiuntura e politica monetaria Banca d’Italia; Antonio Scalia, vice Capo del Servizio Operazioni sui mercati Banca d’Italia; Giovanni Verga, professore nel corso di Laurea Magistrale in Finanza e Risk Management, Università di Parma. Hanno moderato i lavori Ansuini e Nicola Saldutti, caporedattore della redazione economia, Corriere della Sera.
Si è parlato di euro, moneta comune, politica monetaria unica, della trasmissione e degli strumenti di politica monetaria. In sintesi, non è affatto vero che con la Banca Centrale Europea - che governa per quanto le compete 19 Paesi dell’Eurozona con 350 milioni di abitanti - i ruoli delle banche centrali nazionali siano diventati irrilevanti, in quanto queste ultime prendono parte al processo decisionale e attuativo della politica monetaria dell'euro, all'interno di un meccanismo detto eurosistema.
Sappiamo quanto la Bce abbia inciso per far uscire l’Europa dalla recessione: il suo più noto provvedimento, il “Quantitative Easing” (alleggerimento quantitativo), cioè l’acquisto di titoli di stato e di altro tipo dalle banche per 2.500 miliardi di euro in quattro anni (per l’Italia l’acquisto di 360 mld di titoli pubblici) con lo scopo di immettere nuovo denaro nell’economia europea, incentivare i prestiti bancari verso le imprese e far crescere l’inflazione verso il 2 per cento. Ma quasi altrettanto ha inciso la fiducia nei confronti della Bce: per cui è bastata la famosa frase del presidente Mario Draghi “Whatever it takes (Faremo qualsiasi cosa per salvare l’euro)” per far fuggire gli avvoltoi della speculazione e salvare l’euro. 
In una realtà, quella italiana, nella quale banche e finanza non sono ben viste (chi semina vento …) è molto importante veicolare un messaggio efficace di fiducia e trasparenza. Lo spread, termine fino a ieri sconosciuto ai più, comincia a essere recepito quale fattore capace di condizionare la vita di tutti noi: dall’importo dei mutui alla concessione dei prestiti ai cittadini come alle imprese. Conoscere per decidere, quindi, ed essere cittadini e non sudditi.

Nella foto: Giuseppe Sopranzetti Bankitalia Mi, Achille Colombo Clerici Assoedilizia, Renato Sala J.P. Morgan