Due millenni per decodificare la scrittura geroglifica

Al Museo della Macchina da Scrivere sabato 27 ottobre

Una pietra di basalto nero di circa 700 chili, ritrovata in Egitto nel 1799, scolpita con dei segni indecifrabili nel lontano 196 a.c. in onore del faraone Tolomeo V° Epifane, consentì dopo oltre venti secoli la decifrazione dei geroglifici.
Non si sapeva niente di chi, come e perché avessero costruito monumenti, templi e piramidi grandi come una montagna, sulle rive del fiume più lungo della Terra. Ci riuscì, dopo oltre vent’anni di studi e analisi, un ricercatore francese, dal nome difficile CHAMPOLLION, dopo avere analizzato tre testi in lingue diverse, incisi su questa grossa pietra, scoperta per caso nella cittadina di Rosetta (Rashid) poco lontano da Alessandria, sul delta del Nilo, durante la campagna d’Egitto voluta da Napoleone nel 1798. La pietra, chiamata poi “La Stele di Rosetta”, divenne famosa e fu contesa anche con le armi dagli eserciti contrapposti di Francia e Inghilterra, per finire in mani inglesi che la trasferirono a Londra. I soldati francesi, capita l’importanza del loro ritrovamento, ne avevano fatto diverse copie per proprio uso. Una di queste fu consegnata a Parigi allo studioso Jean–Francois Champollion, che nell’anno 1822 ne decifrò lo scritto, mettendo a confronto le versioni dei tre testi in geroglifico, demotico e greco antico. Il termine “geroglifico “significa “scrittura sacra incisa” e dalla sua decodificazione il Mondo intero, compreso lo stesso Egitto, riuscì a conoscere la storia dei faraoni ed a ottenere le informazioni su tutte le scoperte realizzate dagli egiziani in oltre tre millenni, dal 3900 a.c. in avanti, e quindi apprendere particolari importanti sull’origine dell’intera civiltà occidentale. La pietra originale è esposta al British Museum di Londra e una copia si trova anche al Museo Egizio di Torino.
L’argomento sarà trattato il giorno 27 ottobre prossimo, alle ore 15,00 presso il Museo della Macchina da Scrivere di via Menabrea 10 – Milano, dall’emerito prof. Pippo Scirè, in una conferenza coinvolgente e affascinante, documentata con la proiezione di video e foto.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Si prega però di prenotare la partecipazione al cell. 3478845560 oppure alla mail: umberto1935@libero.it.