LA MUSICA PERSEGUITATA - TERZO CONCERTO

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE 2018 ALLE ORE 18 presso LA CASA DELLA MEMORIA IN VIA FEDERICO CONFALONIERI 14

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE 2018 ALLE ORE 18 presso LA CASA DELLA MEMORIA IN VIA FEDERICO CONFALONIERI 14, nella ricorrenza dell'ottantesimo anniversario delle leggi antiebraiche emanate dal regime fascista, si svolgerà il secondo dei quattro concerti di "Musica perseguitata" a cura dello Spazio Europeo della Memoria Musicale del Conservatorio di Milano, in collaborazione e con il sostegno dell'ANPI Provinciale di Milano, con il patrocinio di: Comunità Ebraica di Milano, Fondazione Memoriale della Shoah, Associazione Figli della Shoah. 

Programma: 
MUSICHE COMPOSTE DA: 
VITTORIO RIETI - Sonatina per flauto e pianoforte; Sequence per saxofono e pianoforte.
Kurt Sonnenfeld Ramage - Sonata ecologica per flauto saxofono e pianoforte._ 
Mario Castelnuovo Tedesco - Sonata per clarinetto e pianoforte._ 
ESECUTORI: ANIELLO IACCARINO, pianoforte - CATELLO COPPOLA, flauto - MARCO RUSSO, saxofono - RICCARDO ACCIARINO, clarinetto - MURIEL GRIFÒ, pianoforte_ 
Ospiti della serata: Filippo Del Corno, - Assessore alla cultura del Comune di Milano, - Elisabetta Bozzi - Roberto Cenati, presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano 
SINOSSI:_ 
VITTORIO RIETI - La vena compositiva di Vittorio Rieti (Alessandria d’Egitto 28 gennaio 1898 - New York 19 febbraio 1994) fin dagli inizi della sua carriera prende spunto volentieri da stili e stilemi del passato, facendone garbata presa in giro, e modificandoli spesso con l'uso della poliritmia. Evidente in questo l'influsso di Strawinsky, che Rieti conobbe a Parigi e che fu tra i musicisti che più ebbero influenza su di lui. Non a caso Rieti fu l’unico musicista italiano a cui Diaghilev commissionò, accettandola senza riserve, la musica per uno dei s Ballets Russes, Barabau. Quella di Rieti è una curiosa storia di musicista all'inizio quasi autodidatta, la cui caparbia volontà di  dedicarsi alla composizione ad ogni costo contrastando il volere paterno, lo humor sottile e l'abilità di scrittura permangono inalterati nel corso della sua lunga vita; la persecuzione razziale lo costrinse ad abbandonare l'Italia e a recarsi in Francia, dove a Cannes incontrò per l’ultima volta la madre, che sarà poi catturata dai tedeschi a Sanremo e deportata ad Auschwitz. Dalla Francia riuscì ad imbarcarsi alla volta degli Stati Uniti appena prima dell'arrivo dei Tedeschi, raggiungendo la moglie e il figlio Fabio partiti in precedenza; ottenne, sia pur con con qualche traversia, la nazionalità statunitense e dal 1948 insegnò composizione al Peabody College di Baltimora, poi a Chicago e infine a New York College of Music. Continuò a comporre fino a tardissima età, e tornò in Italia spesso, ma quasi solo in forma privata, per assistere all’esecuzione della sua musica e per fare visita ai familiari e alla tomba della moglie, sepolta a Roma. 
KURT SONNENFELD - Nonostante la maggior parte delle composizioni di Kurt Sonnenfeld siano state scritte dopo il 1945, la sua figura rientra, per le vicende biografiche, a buon diritto nell'ambito della "Musica perseguitata": allievo a Vienna del celebre compositore Edmund Eysler, dovette interrompere gli studi, abbandonare i genitori che non rivedrà più, e fuggire in Italia non ancora diciottenne, dopo che per ben due volte era riuscito a sottrarsi all'arresto da parte delle SS. Raggiunta Milano nel luglio del 1939, sembra che abbia studiato con Guido Alberto Fano, che già era stato destituito dall'insegnamento al Conservatorio di Milano dopo la promulgazione delle leggi razziali. Come ebreo straniero fu arrestato dai fascisti e trasferito nel campo di Ferramonti nel febbraio del 1941, dopo tre settimane di detenzione nel carcere di San Vittore. Liberato dalla prigionia nel 1943, rientrò fortunosamente a Milano dove lavorò e visse fino alla sua morte, avvenuta nel 1997. Dopo la guerra Sonnenfeld cercò di essere ammesso in Conservatorio, ma fu respinto, nonostante avesse presentato tutta la documentazione attestante la persecuzione e l'internamento, per aver superato il limite d'età. Nonostante questo, o forse proprio per nemesi storica, lo Spazio della Memoria Musicale della Biblioteca del Conservatorio di Milano è depositario del fondo Locatelli Sonnenfeld, donato dall'assistente musicale del Maestro, dott.ssa Armida Locatelli; il fondo comprende tutte le composizioni di Kurt Sonnenfeld - in prevalenza manoscritti autografi - che sono stati catalogati e si trovano in SBN. (s.h.) 
MARIO CASTELNUOVO TEDESCO - Mario Castelnuovo Tedesco nacque il 3 aprile 1895 in una agiata famiglia ebrea fiorentina. Mostrò fin da piccolo un precoce talento musicale. Ricevute le prime lezioni di piano dalla madre, si iscrisse al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove studiò pianoforte con Edgardo Del Valle de Paz pianista e compositore allievo di Beniamino Cesi, e quindi composizione con Ildebrando Pizzetti. Ottenuto nel 1914 il diploma di pianoforte e nel 1918 quello di composizione, Castelnuovo-Tedesco riscosse sin dall'inizio della  carriera ottimi consensi in tutta Europa come concertista e compositore. Nel 1932 Castelnuovo-Tedesco incontrò a Venezia per la prima volta 
Andrés Segovia con il quale stabilì una collaborazione destinata a protrarsi negli anni e che avrebbe fatto di Castelnuovo-Tedesco uno dei più importanti compositori del Novecento per chitarra classica.. A  Firenze prese parte attiva alla vita musicale e culturale, non solo con la sua musica ma con una vasta produzione saggistica e collaborando con Vittorio Gui alla nascita del Maggio Musicale Fiorentino. 
 Nel 1939 a causa delle leggi razziali promulgate dal regime fascista, Castelnuovo-Tedesco fu costretto a lasciare l'Italia con la sua  famiglia. Grazie all'aiuto offertogli da Arturo Toscanini, Jascha Heifetz e Albert Spalding si trasferì negli Stati Uniti, dapprima a New York, quindi a Hollywood affermandosi come stimato autore di colonne sonore per film. Accanto alla carriera cinematografica, Castelnuovo-Tedesco continuò la sua attività di compositore di musica classica e dal 1946 lavorò come insegnante di composizione al conservatorio di Los Angeles. Ebbe tra i suoi allievi musicisti del calibro di Elmer Bernstein, Jerry Goldsmith, John Williams, Henry Mancini, André Previn, Nelson Riddle. 
Castelnuovo-Tedesco morì a Beverly Hills in  il 17 marzo 1968.
 
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA_ 
COMITATO PROVINCIALE DI MILANO presso la Casa della Memoria (primo piano) - Via Federico Confalonieri  14 - 20124 Milano