L'INTER CHIUDE L’ANNO CON IL BOTTO, IL MILAN RIALZA LA TESTA

Ultima giornata d’andata del campionato di seria A con i successi di Inter e Milan

L’Inter con un po’ di sofferenza passa a Empoli e chiude il 2018 con una vittoria che consolida il terzo posto allontanando la Lazio di altri 2 punti. A decidere è un gol di Keita nella ripresa. Il primo tempo offre pochi spunti: il possesso palla dell’Inter è lento e sterile, l’Empoli si chiude bene e si rende pericoloso con i cross per le punte. Da segnalare nei primi 45’ sono soprattutto gli infortuni: i padroni di casa perdono La Gumina e Pasqual, al loro posto entrano Zajc e Antonelli. E proprio Zajc si rende pericoloso al 29’, con un colpo di testa che finisce alto di poco. Un minuto più tardi il primo, e unico del primo tempo, squillo dell’Inter: Politano rientra sul mancino e calcia, Provedel è bravo a respingere.
I primi due minuti della ripresa sono più ricchi del primo tempo: Handanovic salva su Zajc, Keita segna ma è in fuorigioco. Il ritmo si abbassa ancora: Spalletti inserisce Nainggolan, fuori Vecino. Al 67’ è il momento di Lautaro, che entra al posto di Borja Valero. E va subito vicino al gol con un colpo di tacco, salvato sulla linea. Nell’azione successiva arriva il vantaggio: Vrsaljko crossa, Keita insacca con il destro. All’81’ lo stesso attaccante va vicino alla doppietta personale, ma Provedel è bravo a respingere la conclusione. I nerazzurri hanno altre diverse occasioni per raddoppiare: Politano fallisce il sinistro, Provedel respinge il destro di Icardi. L’Empoli non impensierisce Handanovic: quarta sconfitta consecutiva per Iachini.

 

Il Milan sull’altra sponda del naviglio ritrova la vittoria, quello di cui squadra e allenatore avevano più bisogno. Gattuso si affida al modulo che conoscono meglio lui e i giocatori: a farne le spese è Cutrone, in panchina per fare spazio a Castillejo a sinistra e al recuperato Suso a destra.
Nella Spal il pericolo è Petagna. Dalla partenza lanciata i rossoneri sembrano voler inviare un messaggio a tutto l'ambiente: noi siamo con l'allenatore. E per mettere subito le cose in chiaro ecco una serie di calci d'angolo e una pressione che resta costante dalle parti di Gomis. Su uno dei tanti corner, Romagnoli segna ma il vantaggio è subito cancellato della Var per fuorigioco. Così alla prima uscita avversaria Petagna ha il tempo di girarsi (Romagnoli non gli copre lo spazio) e di calciare: una deviazione inganna Gigio e su San Siro cala il silenzio. Quando il Milan incontra la prima difficoltà si scioglie, era stata l'ultima autocritica dell'allenatore: stavolta invece la reazione c'è ed è immediata con Castillejo, che fa subito pari con un missile mancino.
Subito dopo i cambi di Rino hanno prodotto la scossa: è la discesa di Calabria ad avviare l'azione, rifinita da Calhanoglu, che permette al Pipita Higuain di ritrovarsi la palla - del 2 a 1 - tra i piedi. Rimessa la partita sui binari giusti e sbloccato il proprio centravanti, il Milan pensa a controllare la partita, e la Spal fa poco per scardinare l'ordine rossonero e così San Siro ha ritrovato tutti i suoi eroi almeno fino alla prossima giornata di campionato.

Enea Leone