APPROVATO IL “CODICE ROSSO” CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

28 novembre, con la simbolica spilla dal nastrino rosso insieme con i componenti del governo il premier Conte ha comunicato ai social l’approvazione del disegno di legge noto come “Codice Rosso” per dare un segnale concreto contro la violenza sulle donne. Oltre 3 mila - ormai dal 2000 - le vittime; un femminicidio ogni tre giorni e in un caso su due di un uomo già denunciato come sottolinea il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Buongiorno, che insieme al ministro della giustizia, Alfonso Bonafede ha scritto l’atto. Si  prevede una corsia preferenziale per aiutare le donne vittime di violenza e azzerare i tempi di reazione della giustizia rispetto alla denuncia dei reati. Quelli considerati tali sono violenza sessuale, maltrattamenti, atti persecutori (stalking), lesioni aggravate quando commesse in ambiente domestico o in una convivenza. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ha spiegato la novità principale: tempi rapidi davanti alla denuncia di una donna. Inoltre il disegno di legge stabilisce che la polizia giudiziaria non ha nessuna discrezionalità sull'urgenza e deve immediatamente informare il PM (Pubblico ministero). Il PM deve incontrare entro 3 giorni chi ha fatto la denuncia per acquisire le sommarie informazioni. Tempi immediati, e immediate indagini e  riscontri da dare al PM. La semplicità di questa legge è anche la sua forza.
E lo stesso ministro fa un appello alle donne: "Denunciate perché quello che avete al vostro fianco è un criminale". 
È previsto anche un sistema di formazione per gli operatori delle Forze dell'ordine che trattano questo tipo di procedimenti, una preparazione specifica nel rapportarsi con le vittime. Sono stati stanziati 33 milioni per il 2019 per istituire un fondo speciale a favore delle vittime di violenza.
Il disegno di legge si è ispirato al lavoro che il ministro Buongiorno ha fatto con la fondazione “Doppia Difesa” creata insieme a Michelle Hunziker proprio a difesa delle donne vittime di violenza. 
L’azione integrata di tutti gli attori coinvolti, dai magistrati alle forze dell’ordine, dagli operatori sanitari ai centri antiviolenza e ai centri per uomini maltrattati, dalle scuole alle famiglie insieme allo sforzo culturale integrato - per lottare contro sessismo, discriminazioni e stereotipi di genere - rappresenta un investimento che coinvolge ogni ambito per non lasciare nulla di intentato e alzare sempre di più la soglia della consapevolezza di fronte a un tema divenuto sempre più doloroso.

Giusi De Roma