IL 25 NOVEMBRE: LO SGUARDO DELLA CITTA’ SULLE DONNE

Una “panchina rossa”, bandiera a mezz’asta a Palazzo Marino, un “posto occupato” a teatro, sono i gesti simbolici con cui la città vuole condannare ogni forma di violenza contro le donne e affermare il suo impegno a dare sicurezza e rispetto a tutte le donne. A sostenere queste iniziative nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne Daria Colombo, delegata del Comune alle Pari Opportunità e Diana De Marchi, della Commissione Consiliare per le Pari Opportunità e Diritti Civili. Tanti gli appuntamenti in programma da musiche, cori, jazz, rock ad attività sportive, come le lezioni gratuite di autodifesa al Municipio 7 a storie di donne nel cinema, nella fotografia a testimonianze vere come quelle della Casa di Chiaravalle, cascina confiscata alla criminalità in cui le donne vittime di tratta, hanno intrapreso percorsi di speranza. Ma ci sono anche apertivi per creare empatia e relazioni tra donne, inaugurazione del Centro Milano Donna in viale Faenza con la mostra “Stop the Violence”. E poi il WeWorld Festival giunto alla nona edizione con talk, dibattiti, film, mostre all’Unicredit Pavillon in Piazza Gae Aulenti per parlare di empowerment al femminile, di difesa delle donne, di stereotipi di cui sono vittima le donne ma spesso sostenuti dalle donne stesse. L’associazione WeWorld che difende i diritti dei bambini e delle donne in Italia e all’estero ha creato sul territorio gli Spazi Donna, centri che accolgono donne di ogni età, per offrire un luogo in cui parlare, discutere, confrontarsi e trovare aiuto e difende le donne in Brasile dall’elevato numero dei femminicidi e in Nepal dove nascere donna è ancora considerato uno svantaggio. Da mettere in agenda, inoltre, la visita a due mostre: “Effetti Collateraliquando le donne non si danno per vinte”, una galleria di scatti fotografici di eroine del quotidiano, volti noti e meno noti di donne che non hanno taciuto, non si sono arrese, hanno contrastato gli stereotipi. E l’altra “Strati D’Animo” di Chiaria Corio, trenta quadri realizzati con materiale di riciclo che rappresentano una riflessione sulle esperienze di vita delle donne e un invito a parlare, mettere insieme linguaggi, amori, gioie, sofferenze per fondere e formare la coscienza di essere donna.

Giusi De Roma