JAJA FIASTRI CI HA LASCIATI

Dagli sketch pubblicitari alla sceneggiatura di film, alle commedie e ai testi per le canzoni

È venuta a mancare a Roma, dove era nata il 15 settembre 1934 e dove ha vissuto per una vita intera fino al 28 dicembre 2018, Maria Grazia Pacelli, più nota come Iaia Fiastri.   O Jaja - come stava scritto sulla targa del campanello della sua casa di via Monte Brianzo nei pressi dell'Ara Pacis. È stata una delle poche autrici di commedie, di sceneggiature di film, di testi di canzoni e fra queste la più nota in Italia. Ho avuto l'onore di conoscerla il 17 dicembre del 2006, e di risentirla dopo pochi giorni, rivederla nuovamente qualche settimana dopo. Nel corso delle nostre piacevoli chiacchierate mi raccontò di avere cominciato a scrivere sketch per le pubblicità televisive per poi passare a sceneggiare film a partire dal 1964. Nel corso di questa attività cinematografica durata 23 anni e conclusasi nel 1987 con il film "Via Monte Napoleone" ci furono film celebri e celebrati come  "Pane e cioccolata", "Dimenticare Venezia", "Bianco, rosso, e...". A proposito di questo film raccontava che dopo averlo scritto andò a trovare il regista Alberto Lattuada che lo avrebbe di lì a poco diretto, lasciando la sceneggiatura in auto. Quando tornò in strada la sua auto era sparita, e la sceneggiatura insieme a essa. Allora prese a riscriverla lavorando giorno e notte perché l'inizio delle riprese del film: con Sofia Loren e Adriano Celentano sarebbero iniziate di lì a pochi giorni e non era possibile procrastinarle. Quando ebbe terminato il lavoro, basandosi sulla propria memoria, la sceneggiatura non era esattamente la stessa ma non ci si poteva comunque lamentare.

È più ricordata comunque per il film "Basta guardarla", con protagonisti la splendida Maria Grazia Buccella e il bravo Carlo Giuffrè, storia di una scalcinata compagnia di avanspettacolo dei primi anni '70 che si muove facendo tournée in paesini sperduti del Lazio e regioni limitrofe. Nel cast, Pippo Franco e una ancora sconosciuta ma già bravissima Mariangela Melato. Ma fu come commediografa che Jaja (il nome è ricavato dalle ultime due lettere del doppio nome Maria Grazia) Fiastri - cognome questo del marito - sfondò davvero. Cominciò nel 1969 con il musical "Angeli in bandiera", protagonisti Gino Bramieri e Milva, chiamata dalla ditta Garinei e Giovannini per sostituire Gigi Magni impegnato sul set del film "Faustina", suo primo film. Jaja proseguì poi con lo splendido "Alleluja brava gente", che lanciò un altro Gigi, Proietti, anche lui sostituto: a sua volta, di Domenico Modugno. Quindi seguì il suo capolavoro: "Aggiungi un posto a tavola". Occorre però precisare una volta per tutte che questi lavori: seppure firmati anche dal duo Garinei e Giovannini, vennero scritti da lei soltanto, e questo nell'ambiente lo si sapeva da tempo. A me confidò di essere amareggiata per non essersi impuntata affinché le venisse riconosciuta la maternità del lavoro, e lo si può capire, visto che per un artista è importante venire riconosciuto quale autore unico e vero. Morto Giovannini, stesso discorso per "Accendiamo la lampada", firmato a quattro mani con Pietro Garinei ma scritto a due mani soltanto: quelle dell'autrice. Fra le altre sue numerose commedie le più importanti sono: "Amori miei", protagonista teatrale Ornella Vanoni, che Jaja avrebbe voluto anche come interprete cinematografica ma alla quale i produttori preferirono Monica Vitti, e poi "Se il tempo fosse un gambero", splendido musical con Montesano e Nancy Brilli, qui al suo sfolgorante esordio. Seguirono altre commedie scritte in genere in coppia con Enrico Vaime. Lei di questi lavori scriveva di solito anche i testi delle canzoni, che poi venivano musicate da Armando Trovajoli, Bruno Canfora e altri bravissimi compositori. Aveva scritto anche perlomeno la metà de "La signora delle mele", tratta dal film "Angeli con la pistola", di cui Trovajoli aveva già musicato alcune canzoni. Ma la morte di Pietro Garinei, regista e soprattutto produttore in grande stile, mandò a monte tutto. Fra le canzoni invece scritte esclusivamente per il mercato discografico, ce ne sono state per artisti come Rascel, Modugno, Vanoni, Vartan e Caterina Caselli. Negli ultimi anni la bravissima commediografa si lamentava di non riuscire più a rappresentare nulla di ciò che andava scrivendo o di non venire più contattata per realizzare nuovi lavori (fra questi avrebbe dovuto esserci la versione musicale di "Assunta Spina"). Maria Grazia Pacelli (che aveva mantenuto per firmare i propri lavori il cognome del marito da cui era separata, per evitare che potessero confonderla con il cognome di papa Pacelli) era anche una donna bella e affascinante. Si lamentava, all'epoca in cui ho avuto la gioia di frequentarla, di non essere illuminata bene nelle interviste che ogni tanto le facevano da accludere ai contenuti extra dei dvd con i suoi lavori - commedie o film. In realtà i suoi bellissimi occhi risaltavano ugualmente nonostante il trascorrere del tempo e la modestia delle luci piazzate. Così come continueranno a risaltare i suoi lavori passati riproposti a teatro, o in televisione, o per il mercato casalingo dei dvd.

Antonio Mecca