LA LUNGA VITA DI TEX

Quando il fumetto è di successo

Proprio in questi primi giorni di febbraio tex è giunto al numero 700, il fumetto italiano più longevo d'Italia. Nato dalla fantasia di Gianluigi Bonelli nel settembre 1948 e dalla matita del fantasioso Aurelio Galleppini - in arte Galep - nonché dalla lungimiranza editoriale di Tea Bertasi, prima moglie di Bonelli, alla guida della Casa Editrice. Tex nacque con questo nome perché pare che Tea si fosse ispirata a un'insegna pubblicitaria reclamante Tex Moda. Inizialmente Gianluigi Bonelli chiamò il proprio personaggio Tex Killer, cognome troppo crudo che la più saggia e cauta Tea (al cui nome basta sostituire la A finale con la X per avere quello di Tex) modificò in Willer. Un altro grande autore - milanese anch'egli come Tea e i due Bonelli padre e figlio - è stato ed è Mauro Boselli, al quale basta sostituire una consonante: la N con la S, per venire accomunato alla grande famiglia dei fumettisti milanesi. Infatti anche Boselli è nato a Milano, precisamente il 30 agosto 1953, e inizia a collaborare con la Casa Editrice di via Buonarroti nel 1984 con incarichi redazionali per poi in seguito cominciare a scrivere sceneggiature per Zagor e Mister No (due famosi personaggi nati dalla fertile fantasia di Guido Nolitta, alias Sergio Bonelli), per il Piccolo Ranger e quindi per Tex, con il quale nel 1994: esattamente dieci anni dopo il suo ingresso in Casa Editrice comincia a scrivere sceneggiature per il più famoso ranger della letteratura western made in Italy e ben presto acquisisce una tale bravura nello svolgere le trame da lui ideate in una serie ben nutrita di storie, che finisce per affiancare il pur bravissimo Claudio Nizzi e poi per prenderne il posto a partire dal 2010 in qualità di sceneggiatore principale.L'anno successivo scrive i testi per il primo albo di una serie speciale a colori e, inoltre, appare il suo libro "Tex Willer - il romanzo della mia vita", che corredato dai bellissimi disegni di Fabio Civitelli ripercorre episodi del passato di Tex scritti in precedenza da Giovanni Luigi Bonelli (al quale infatti il libro è dedicato) dove si immagina un Tex ormai ritiratosi dalle scene (leggi: scontri a fuoco e consimili) che - ormai più anziano dei suoi canonici 45 anni in cui vive da tempo - risiede nella riserva dei navajos in qualità di loro capo con il nome indiano di Aquila della Notte e la mansione di agente governativo. Dall'anno successivo: 2012, Boselli sarà anche curatore della testata. Lo scrittore milanese, per il settantennale della nascita del ranger texano, ha inaugurato una serie parallela dove come protagonista c'è il Tex giovane ancora fuorilegge. Ogni cento numeri la Casa Editrice sforna un numero speciale interamente a colori per festeggiare l'avvenimento. I primi tre furono realizzati dal duo storico Gian Luigi Bonelli - Aurelio Galleppini; il quarto sempre da Galep affiancato da Claudio Nizzi; il quinto ancora da Nizzi in coppia con Giovanni Ticci e il sesto da Ticci con Boselli. Questi è autore anche dell'attuale numero 700, affiancato da Fabio Civitelli. Lo stile che il fumetto detiene da sempre è quello di un eroe tutto d'un pezzo che non ha dubbi su coloro da eliminare perché malvagi, sebbene non sia immune da atti di generosità verso chi finisce per aiutarlo a debellare il male e sembra anche sinceramente pentito di ciò che ha commesso o contribuito a fare. Nel testo c'è ancora una proliferazione di punti esclamativi atti ad evidenziare il dialogo, che essendo ambientate le storie nell'Ottocento utilizza anche il "Voi" così come allora si usava. Inoltre la "S" dei plurali che adesso chi lo sa perché, nella traduzione delle parole inglesi è quasi del tutto sparita qui invece viene mantenuta, per meglio far comprendere la differenza tra plurale e singolare. Le storie di Tex e dei suoi pards nel corso dei decenni sono aumentate di numero e di valore, perché più profondo è stato l'apporto degli sceneggiatori, i quali a partire da Sergio Bonelli hanno reso il ranger non immune da una certa dose di psicologia, aggiungendo alle vicende anche un pizzico di sensualità che non guasta. L'importante è non esagerare, poiché così come il troppo sale intasa le arterie, anche il troppo di tutto violenza, sesso, volgarità intasa le arterie del percorso della nostra esistenza. Senza dimenticare, inoltre, che i fumetti - come Tex - sono pur sempre destinati essenzialmente a un pubblico di adolescenti, e a essi dedicati. Un fumetto come questo è tutt'altro che diseducativo, bensì l'esatto contrario. Perché indica ai giovanissimi la strada giusta da prendere e da percorrere nella vita, una strada diritta come il bene è priva delle svolte che il male rappresenta, tortuose come l'animo maligno. Quindi: lunga vita a Tex e ai suoi autori, e un grazie per tutto ciò che fanno per lui e per i suoi vecchi e nuovi lettori.

Antonio Mecca