RUBRICA POESIA DI RICERCA di Alberto Pellegatta

CARATTI – Novembre 2018

Silvia Caratti è una delle poetesse più interessanti degli ultimi decenni, autrice, insieme a Mary Barbara Tolusso, di Mea infera caro, un libro pubblicato nel 2012 nella nostra collana «Poesia di ricerca», e ormai alla terza ristampa accresciuta. Nata nel 1972 a Cuneo, vive a Torino, dove si occupa di biblioteconomia e archivistica musicale. Si è diplomata al Conservatorio e laureata in Lettere all’Università di Torino con una tesi su Brahms. Le sue poesie, sapientemente cadenzate e insieme asciutte e risentite, sono incluse nelle principali antologie dell’ultima generazione, quella di Mario Santagostini I poeti di vent’anni (Stampa 2000), Nuovissima poesia italiana di Maurizio Cucchi (Mondadori 2004), Almanacco dello Specchio 2005 (Mondadori) e nella recente Velocità della visione (Fondazione Mondadori 2017). Ha esordito nel 2000 per Lietocollelibri con La trama dei metalli (Premio Matacotta). Alcuni inediti sono presenti nel Bisestile di poesia 2016, almanacco della collana «Poesia di ricerca». Nel 2016 ha pubblicato Lettere per un ritorno (Arcolaio 2016). La prima poesia, inedita e proveniente da un potente libro di prossima pubblicazione, è concessa in amicizia ai nostri lettori. Il secondo testo è invece già un classico.

L’inverno ha portato lune rosse di sera,
guardale dalla finestra di casa tua
che non so nemmeno bene dove sta.
Io le guarderò di qua,
dove i pomeriggi sono gomitoli
di parole e misteriosi baci sopra gli occhi
che nessuno sa.

Il giorno dopo, in mezzo
a tutti gli insignificanti altri,
rivederti.

*

È l’aspirazione alla materia
di cui è fatto l’umore del tuo occhio
il segreto spugnoso tessuto delle vertebre
piegate, i piccoli reni bruni
incastrati sotto fasci muscolosi
restano silenziosi i nervi
nel buio delle tue corone
che sondo con la lingua.

È l’esposizione della materia
che cova umida e ingabbiata
che vive di vita propria e pulsa
difesa dallo spesso osso sternale
che ti vorrei spaccare amore. E entrare.