LA PARITA' NEI BOARD

La legge 120/2011 meglio nota come legge Golfo-Mosca sulla parità di accesso agli organi di amministrazione  e controllo delle società quotate è stata approvata per far fronte alle discriminazioni nei confronti delle donne nei consigli di amministrazione delle aziende, riflesso della discriminazione complessiva nella società. Se nel 2010 le donne presenti nei board aziendali erano del 6 % nel 2018 si è passati al 37 %. L’ingresso delle nuove amministratrici, oltre a rispondere ad un principio base di equità di genere, ha contribuito a modificare altre caratteristiche dei consigli di amministrazione, riducendo l’età media, aumentando il livello medio di istruzione, la diversità in termini di età e il background professionale.

La legge prevedeva di sperimentare un periodo di tre mandati, quest’arco temporale fu previsto per esplorare l’azione positiva di un cambiamento culturale. Il cambiamento c’è stato, ma il percorso non è ancora sufficiente, nonostante il trend positivo. Per questo un gruppo di studio di protagonisti dell’economia italiana cerca di capire come rafforzare il cammino intrapreso con vari interventi. Si tratta di membri top della governance societaria radunati intorno al presidente del gruppo Fuori Quota, Maurizia Iachino.

Il gruppo avvertendo lo scenario di arretratezza che ci sarebbe con la decadenza del periodo di vigenza della legge Golfo- Mosca è stato suddiviso su tre fronti: Introduzione nel codice di autodisciplina e policy di genere, adeguamento di idonee clausole statutarie e proposta di proroga della legge. La proposta di proroga prevede un rinnovo di tre mandati per poter prospettare un miglioramento sociale, mantenendo il carattere trasversale del progetto originario, ponendosi in continuità con la direttiva 2014/95/UE in materia di trasparenza sulle informazioni non finanziarie e sulla diversità, recepita nel nostro ordinamento dal decreto n. 254 del 30 dicembre 2016. La stessa senatrice Alessia Mosca ha sostenuto “ la diversità di competenze, di punti di vista dei membri degli organi di amministrazione, gestione e sorveglianza delle imprese favorisce una buona comprensione dell’organizzazione della società interessata e delle sue attività. Consente agli stessi membri di contestare in modo costruttivo le decisioni adottate dagli esecutivi e di essere aperti a idee innovative contro l’omologazione delle opinioni dei membri”.

Già la stessa legge ha dimostrato che basta cambiare piccole cose per avere risultati e poi nei paesi in cui le donne partecipano all’economia vanno meglio tutti gli indicatori.

Giusi De Roma