GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE

Ogni anno, secondo Save the Children, sono 12 milioni le spose bambine.

Ogni anno, secondo Save the Children, sono 12 milioni le spose bambine.

È una piaga planetaria quella delle spose bambine. Secondo i dati di Save the Children, coinvolge ogni anno ben 12 milioni di bambine e ragazze e i dati relativi alle previsioni da qui al 2030, sono davvero terrificanti, poiché se i matrimoni precoci proseguiranno con i ritmi odierni, il dato delle spose minori toccherà quota 134 milioni. Ma qual è secondo Save the Children la molla che farebbe scattare una presa di coscienza importante per arginare questa tragica realtà? L’educazione, la scuola. È proprio il ruolo svolto dall’educazione che può ridurre il tasso di matrimoni precoci. L’Organizzazione spiega che terminare la scuola secondaria sarebbe fondamentale per evitare 50 milioni di matrimoni da qui al 2030. Significativa l’iniziativa intrapresa da Save the Children sulla propria pagina Facebook, gli utenti sono stati invitati a un matrimonio misterioso, quello di Aisha non fornendo alcun dettaglio. Da stamattina è stato sollevato il velo e Aisha, si è trovata davanti all’incubo di un matrimonio forzato. Protagonista e vittima una ragazza somala che aveva solo 13 anni. Ma storie come queste nel mondo succedono a milioni di bambine e si possono analizzare sul sito di Save the Children al link https://www.savethechildren.it/sh/la-storia-di-una-sposa-bambina. Secondo Helle Thorning-Sch midt, direttore generale di Save the Children International“Una nefasta combinazione tra due elementi, povertà e discriminazione di genere, fa sì che molte famiglie arrivino alla conclusione che per le loro figlie è meglio diventare mogli e madri invece di ricevere un’educazione. Quando una ragazza si sposa non viola i suoi diritti solo una volta, ma affronta conseguenze che durano tutta la vita. Sarà più soggetta ad abusi, avrà più possibilità di diventare madre prima di essere pronta fisicamente ed emotivamente e i suoi figli saranno più a rischio di morire prima del loro quinto compleanno”. Tra le iniziative di Save the Children anche l’organizzazione, in Nepal dove esiste il più alto tasso di matrimoni precoci; in Asia con spettacoli teatrali di strada scritti e interpretati dai bambini e lavorando insieme ai leader religiosi che ora si rifiutano di sposare i giovani sotto i 20 anni. In questi posti, dove opera l’Organizzazione, grazie alle attività di sensibilizzazione, il tasso di matrimoni precoci è crollato dell’11% tra il 2015 e il 2017. Fondamentale quindi, secondo Save the Children, la collaborazione dei religiosi. Per ulteriori info. www.savethechildren.it

Manuelita Lupo