Anche le piste ciclabili creano dei problemi.

Le piste ciclabili non hanno ancora raggiunto la maggior età, un tempo le biciclette erano il mezzo di trasporto più utilizzato per andare a lavorare, poi dopo la guerra man mano siamo passati alle motorette, vespa, lambretta, guzzino, e alle auto dalla topolino alla cinquecento, alla seicento e solo intorno al duemila, un po' per l'inquinamento che ci asfissiava, un po' per fare del movimento, abbiamo ripreso la bicicletta.

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E i comuni, hanno capito che bisognava favorirne l'uso delle e hanno studiato un piano per creare le benedette piste ciclabili. Nel 2006 Milano aveva già 70 Km di piste costruite appositamente per le biciclette e il Comune considerandone l'uso e l'incidenza nel risparmio di energia e favorendo l'abbassamento dell'inquinamento atmosferico ha continuato a creare nuove piste raggiungendo nel 2011 una lunghezza di 113 chilometri e arrivando nel 2016 a 215 Km di piste tracciate. La linea comunale è di proseguire nella realizzazione di nuove piste, benissimo; ma il Comune deve tener conto della situazione in cui versano molte vecchie piste, alcune sono ben sistemate e protette da auto e moto, altre hanno percorsi pericolosi con attraversamenti di auto, in alcuni punti vi sono piste interrotte, in molte cominciano a evidenziarsi delle buche. Non basta continuare a creare piste, bisogna anche curare quelle esistenti. Si riscontra quotidianamente che i ciclisti continuano ad aumentare ma bisogna riconoscere che Il Comune mostra attenzione alle loro esigenze, nell'interesse persino di tutta la comunità, per la diminuzione del traffico motorizzato e per la lotta all'inquinamento atmosferico. Non dimentichiamo, come avevamo a suo tempo scritto su questo giornale, che il Comune ha terminato poco tempo fa i 3 Km di pista che portano direttamente dal Duomo al Sempione. Chissà se un giorno si potrà organizzare una stramilano in pista con divieto di sorpasso.