COME CAMBIA IL REGOLAMENTO DELL’AULA CONSILIARE

Parola ai cittadini e maggiore spazio all'opposizione
Migliorare la qualità del dibattito, introdurre nuove forme di confronto pubblico e garantire alle opposizioni il diritto ad avere spazi e modalità adeguati a sostenerne le proposte.

Sono gli obiettivi del nuovo Regolamento del Consiglio comunale, approvato il primo giugno dai consiglieri di Palazzo Marino con 31 voti a favore e 7 contrari. Un provvedimento che arriva al termine di un percorso di lavoro iniziato il 10 ottobre del 2016 con l’istituzione di una Commissione speciale presieduta dalla consigliera Elisabetta Strada, che ha studiato i regolamenti di altre città, udito i segretari generali di diversi comuni e  la Regione Lombardia prima di consegnare, l’11 maggio del 2017, una proposta alla Commissione Affari istituzionali, Città metropolitana e Municipi che hanno discusso, modificato e portato il documento in Aula. Qui, nel corso di dieci sedute di Consiglio, sono stati presentati, dibattuti e votati 864 emendamenti.
“Auspico che il nuovo Regolamento possa consentire un funzionamento migliore e un lavoro più efficace del Consiglio - ha affermato il presidente Lamberto Bertolé - dando la possibilità alla maggioranza e alle opposizioni di partecipare, proporre e decidere nel rispetto reciproco dei ruoli. E in tempi certi, dando centralità all’Aula in quanto luogo in cui si prendono le decisioni. Un risultato non da poco in un momento in cui le assemblee rappresentative stanno vivendo una ‘crisi’ legata alla loro funzione e che, soprattutto, arriva al termine di un percorso di lavoro lungo, fatto di confronti serrati, ma tutti tesi al miglioramento del testo, dunque ispirati da un sentimento costruttivo. È un segno di grande responsabilità dei gruppi di cui il Consiglio comunale può essere orgoglioso”.

MAGGIORE QUALITÀ DEL DIBATTITO
Tra le novità, il limite di tempo al dibattito delle delibere. Spetterà alla Conferenza dei Presidenti dei gruppi Consiliari stabilire per ogni delibera - “con voto favorevole dei Presidenti che rappresentino almeno 34 componenti assegnati al Consiglio” - il tempo massimo da dedicare alla discussione, definendo preventivamente il ‘monte ore’ al termine del quale il documento e gli emendamenti ad esso collegati dovranno essere votati. In caso di mancato accordo, sarà l’Ufficio di Presidenza e in extremis la Presidenza del Consiglio a fissare i tempi per la votazione, che in questo caso non potranno essere inferiori alle otto ore.
Viene ridotto inoltre il tempo a disposizione dei consiglieri per i singoli interventi, che passerà da quindici a dieci minuti.

NUOVE FORME DI CONFRONTO PUBBLICO
“Domande a risposta immediata”. È lo strumento che prevede la possibilità per i Consiglieri di “rivolgere al Sindaco e alla Giunta domande a risposta immediata, su argomenti di specifica competenza dell’Amministrazione comunale e/o di attualità”. Alle domande a risposta immediata verrà dedicato un tempo che “non può superare i 60 minuti a seduta”.
In sessioni speciali del Consiglio, inoltre, anche i cittadini potranno formulare domande di interesse pubblico direttamente  ai rappresentanti dell’Amministrazione.

DIRITTI DI PROPOSTA DELLE OPPOSIZIONI
A garanzia dei diritti delle opposizioni il nuovo Regolamento stabilisce che “nel determinare il programma e il calendario dei lavori, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari tiene conto delle proposte complessive concordate tra le minoranze consiliari, riservando alla minoranza 1/5 degli argomenti da trattare”.
Viene introdotto inoltre il ‘jolly’, che prevede la possibilità riconosciuta a ogni gruppo una sola volta nell’arco dei cinque anni della consiliatura di non fissare preventivamente il tempo massimo da dedicare al dibattito di una delibera.

PRESENZE IN AULA
Ai consiglieri sarà riconosciuto il gettone di presenza solo se parteciperanno almeno alla metà del tempo effettivo di durata della singola seduta.