L' EMA A MILANO, PER ME E' "SI'" di Achille Colombo Clerici

Una forte comunanza di obiettivi e la volontà di avviare un grande gioco di
squadra pubblico/privato - così come è avvenuto per Expo - sono i fattori principale per orientare la scelta di Milano come sede dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) contro una agguerrita concorrenza europea.

Ma le buone ragioni di questa scelta si fondano su ben concreti elementi. 
Anzitutto, Ema entrerebbe in sinergia con Human Technopole, nuova grande struttura di ricerca tra le più avanzate del mondo, facendo diventare la città il punto di riferimento europeo per le biotecnologie e per le scienze della vita. Inoltre, a Parma è localizzata Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e la vicinanza con Milano faciliterebbe il coordinamento di due settori che potrebbe portare alla nascita della “Fda europea”, cioè il polo comunitario dedicato alla tutela della sicurezza alimentare, farmaceutica e delle biotecnologie.  
C’è di più. Localizzandosi a Milano, Ema potrebbe usufruire dei ricercatori e delle qualificate risorse umane delle Università e degli Ircss milanesi e lombardi e, in prospettiva, dell’apporto delle facoltà scientifiche dell’Università Statale, della Bocconi e del Politecnico, tra i principali poli formativi del Paese.
A Milano e in Lombardia  ha luogo circa un quarto delle ricerche scientifiche e tecnologiche d’Italia. A livello europeo Milano è la seconda più grande città in termini di numero di enti e di organizzazioni che promuovono l’innovazione  mentre il sistema sanitario lombardo è, da molti decenni, un modello di servizi di assistenza e cura per l’Italia e l’Europa. Un’altra carta vincente di Milano è la sua apertura internazionale, l’essere al centro di un moderno sistema infrastrutturale e di trasporti, che comprende tre aeroporti; l’annoverare una straordinaria ricchezza di attività culturali, di località paesistiche scelte come residenza da personaggi famosi, l’avere un’alta qualità di vita, che spazia dallo shopping all’enogastronomia.  
Con un Pil di 350 miliardi la Lombardia si colloca ai primi posti in Europa, confermandosi quale locomotiva dell’intero Paese. Infine, ma non per importanza, il legame tra   mondo delle imprese e  grandi centri di formazione offre possibilità di impiego qualificato che poche regioni del Vecchio e amato Continente possono vantare.