Passeggiando per le Cinque Vie

Milano, Zona 1, Duomo.

A due passi dalla bela Madunina, la strada interseca un incrocio importante per la Storia milanese la cui bellezza s'è perduta nella corsa del tempo fino ai nostri giorni: l'incrocio delle “Cinque Vie”, una volta circondato da abbondanti e colorate boutique oltre che dagli egregi palazzi appartenuti originariamente alla famiglia Borromeo. Quelli di Carlo e di Federico per esempio. Il primo, a quel tempo, patrono della città, cui statua in rame di Bussola è oggi posizionata su di una colonna agli inizi del XVII secolo. Le loro proprietà sono andate prevalentemente danneggiate durante la Seconda guerra mondiale. In particolare, di Palazzo Borromeo (XVII secolo) è sopravvissuta solo una piccola parte grazie all'intervento nell'immediato dopoguerra di Ferdinando Reggiori.
Come suggerisce il nome dell'area, sono cinque le strade che completano il lembo cittadino. Chi ne raggiungerà l'incrocio, si troverà in mezzo a una vera e propria “stella” le cui punte indirizzano a via Bocchetto, ovvero il proseguimento da via Cordusio, via Del Bollo e poi via Santa Maria Fulcorina, via Santa Marta e via Santa Maria Podone. Quest'ultima la strada che ospita e dà il nome a una fra le chiese più antiche di Milano, risalente al IX secolo e fondata su un terreno donato dallo stesso Vuerolfo Podone o “Pedone”, così si dice per le dimensioni dei piedi.
A vederlo oggi, lo scorcio non suggerirebbe alcunché. Eppure, a una più attenta osservazione, si possono individuare elementi realmente caratteristici ma anche a tratti inquietanti. Come il brandello di quello che pare essere un abito o, almeno, essere stato un abito. É lì da ormai più di 70 anni e lo si può vedere sventolare attraverso un'apertura dell'edificio abbandonato e disastrato insistente su via Del Bollo, reduce dei bombardamenti del 1943. A proposito di via Del Bollo, come si può intuire dal nome, è lì che anticamente sorgevano gli uffici postali. Non a caso, a pochi passi sbuca l'odierno palazzo della Posta Centrale, edificato nel 1910. Negli anni Trenta il Banco di Roma preferì la zona per aprire una filiale. Insomma, segnali che suggeriscono la strategicità commerciale ed economica del luogo. Non è un caso, ancora una volta, come oggi nei dintorni si possa trovare anche la Borsa di Piazza Affari, simboleggiata dal cosiddetto “dito medio” di Cattelan.
Al di là delle attività commerciali che nel tempo si sono succedute il testimone dei magazzini, è rimasto ben poco della forma originaria dello storico incrocio cui nascita è da attribuire all'epoca dell'Impero Romano. L'angolo tra via Santa Marta e via Santa Maria Podone pare sia rimasto pressappoco uguale, mentre l'angolo tra via Bocchetto e via Del Bollo è mutato drasticamente. Ci si domanda ancora quale sia esattamente l'origine della targa affissa al muro di fianco a un balconcino arrugginito che domina il crocicchio e che riporta il toponimo “Cinque Vie”.
Palazzi storici, chiese, resti romani, anche musei. Passeggiare per queste strade è riscoprire la Storia di Milano.
Da segnalare “5VIE, Art+Design” (www.5vie.it), "un progetto di marketing territoriale e culturale che raccoglie risorse ed energie dedicate al rilancio del centro storico di Milano, attraverso nuove modalità di partnership pubblico-privato per una pianificazione strategica delle politiche urbane" così spiegato dal sito web. Si tratta di un'associazione culturale no-profit che ha come obiettivo la trasformazione del quartiere dall'importante valore artistico e culturale in un distretto del design e dell'innovazione.
Davide Lorenzano