IL SANTO DEL GIORNO 7 marzo

Sante Perpetua e Felicita, martiri, protettrici delle madri e donne in gravidanza

Perpetua, che era di nobili origini, fu arrestata a Cartagine, con altri compagni, dal proconsole Firminiano, nel 203 dC, perché cristiana.  Aveva 22 anni, giovane sposa, ed era madre di un bambino che ancora allattava. Nella orribile prigione, venne a visitarla il padre che nutriva per lei un tenero amore. Fortemente legato alla religione dell’impero, fece il possibile per convincere la figlia a rinunciare al suo credo. Perpetua stessa riporta le parole del padre “Se è vero che ch’io ti abbia educata fino a questa età e che tu abbia avuto il primo posto nel mio amore, davanti ai tuoi fratelli, deh non fare che per te io sia svergognato! Considera i tuoi fratelli, tua madre, il tuo figlioletto che non potrà vivere senza te.  Deponi questa tua durezza, che fa male a tutti noi. Nessuno oserà presentarsi in pubblico se sarai condannata come rea”. Dicendo questo, mi baciava le mani, e poi si gettò ai miei pedi… Confesso che provavo una estrema pena...“. In lei rivissero le parole del Vangelo “Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio padre, tra figlia e madretra nuora e suocera,”  (Mt 10,35)".    Ebbe la forza di non cedere e, per amore di Gesu’, si lasciò condannare alle bestie feroci. 
Felicita, si trovava  in carcere, insieme a Perpetua, anch’essa giovane sposa, prossima a essere madre. La legge romana vietava la condanna prima del parto, e Felicita partorì. Venne così condannata nell’anfiteatro, insieme a Perpetua. Davanti a un pubblico avido di sangue, le carni delle due intrepide eroine furono straziate dalle corna di un toro. La folla presa da compassione, chiese di porre fine allo strazio selvaggio con la spada, e così fu, dopo che la bestia venne isolata. I nomi delle due sante sono inserite nel canone della messa.