Le dame dei Pollaiolo al Museo Poldi Pezzoli

Presentata martedì 9 settembre a Palazzo Marino la mostra “Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento”, in programma dal 7 novembre al 16 febbraio 2015 al Museo Poldi Pezzoli, ideata intorno al simbolo della casa-museo di via Manzoni: il prezioso Ritratto di Dama di Piero del Pollaiolo, fra i maggiori capolavori della ritrattistica della seconda metà del Quattrocento.

Quattro volti di donne - ha spiegato la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris - quattro rappresentazioni di arte, cultura, storia, sentimento, bellezza: è il messaggio che ogni figura femminile può esprimere, ed è per questo che va valorizzata e rispettata oltre le convenzioni e lontano dalle mercificazioni, oggi troppo frequenti. 

Presentiamo oggi non solo un progetto artistico che valorizza una delle icone milanesi più potenti della storia dell’arte, ma anche il risultato di una collaborazione feconda tra Istituzioni culturali della città - ha commentato l’assessore  Filippo Del Corno. Abbiamo infatti collaborato sin dai primi passi a questo progetto, condividendone gli intenti e mettendo a disposizione risorse e spazi per realizzare alcuni programmi collaterali. 

Protagonisti della mostra sono i quattro splendidi ritratti femminili riferibili ai Pollaiolo, riuniti per la prima volta nella loro storia uno accanto all’altro. L’esposizione è l’occasione per poter ammirare alcuni preziosi capolavori provenienti dalle botteghe di due dei più importanti artisti del Rinascimento fiorentino, Antonio e Piero del Pollaiolo, attraverso una serie di opere di grande qualità, rappresentazione dei diversi campi nei quali i fratelli operarono e dell’ampiezza dei loro interessi e dei loro talenti.

Insieme alla dama del Poldi Pezzoli vengono presentati gli altri dipinti di donna attribuiti ai fratelli, provenienti da importanti istituzioni internazionali: la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Gemäldegalerie di Berlino e il Metropolitan Museum of Art di New York. Oltre ai ritratti delle quattro dame vengono esposti dipinti di medio e piccolo formato e altri capolavori della bottega di Antonio, prodotti della sua grande maestria: disegni, sculture in bronzo e terracotta, oreficerie e altre opere insolite e preziose (come uno scudo da parata e un crocifisso in legno di sughero) provenienti dal Museo del Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra, dal Museo Nazionale del Bargello, dal Museo Stefano Bardini e dal Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze. 

Quest’esposizione - afferma il direttore del Museo Annalisa Zanni vuole essere motivo d’orgoglio per tutta la città di Milano e dare vita ad un vero network tra istituzioni culturali, anche in vista di Expo 2015. È inoltre in via di definizione un calendario di eventi che consentirà al pubblico di vivere approfondimenti legati al tema della bellezza femminile dal Rinascimento a oggi in diverse modalità.  Il primo appuntamento è previsto alla Triennale di Milano, in occasione del Festival “Il tempo delle donne”, organizzato da la 27Ora e RCS - Corriere della Sera dal 27 al 29 settembre.

Per il pubblico più specialistico sono inoltre previsti momenti dedicati, tra i quali un Simposio internazionale che si terrà martedì 13 gennaio 2015 nel Museo, di fronte ai capolavori, alla presenza di grandi professionisti ed esperti. I risultati derivanti dalle analisi condotte sulle opere, durante il lungo percorso di ricerche preparatorie alla mostra, realizzate in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, saranno resi disponibili anche on line sul sito del Museo. 

L’esposizione, a cura di Aldo Galli, professore di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi di Trento, e di Andrea Di Lorenzo, Conservatore del Museo Poldi Pezzoli, è realizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco (Main Partner), Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Al fine di valorizzare i grandi capolavori esposti, l’allestimento curato dagli architetti Luca Rolla e Alberto Bertini sarà di grande impatto emotivo e favorirà un incontro attento ed insieme emozionante con le opere esposte. 

G.C.