DON ALDO GERANZANI "PRETE ILLUMINATO E ILLUMINANTE, MERITA IL FAMEDIO"

Milano, 13 febbraio 2017

Merita di essere ricordato al Famedio, il Pantheon di Milano, lui che è già nel Pantheon personale di tutti quelli che lo hanno conosciuto e quindi apprezzato: don Aldo è stato una grande persona, un prete illuminato e illuminante, capace sempre di guidare le proprie comunità con amore, intelligenza e dedizione non solo lasciando in ciascuna il proprio segno ma anche indicando la direzione da seguire. Illuminato perché persona di straordinarie capacità e illuminante perché le ha messe al servizio degli altri. Da Bollate al Seminario, dall'Istituto Allende al Liceo Parini, dalla Chiesa Rossa al Collegio San Carlo, dagli oratori alla scuola, ha cresciuto tanti figli, se è vero come è vero che li amava più di se stesso. Ha insegnato tanto a tanti, da molti punti di vista e certamente non solo didattico e religioso, manifestando una costante apertura al nuovo e all'altro da sè. 
Lo ha detto Manfredi Palmeri, consigliere comunale di Milano che è intervenuto oggi alla Commemorazione che si è tenuta in Aula Consiliare a Palazzo Marino, ricordando che: per tutti era semplicemente don Aldo, al di là del ruolo formale. Da Rettore del San Carlo è stato un grande innovatore aprendo ai cambiamenti del mondo e rompendo gli schemi, ma piantando radici culturali ben salde nella nostra storia e indicando con chiarezza la strada per il futuro. Conosceva e chiamava tutti gli studenti (e gli ex studenti) ciascuno con il loro nome, dava sempre il numero del proprio cellulare a tutti per essere contattato costantemente ed è stato un riferimento continuo per la crescita non solo degli allievi ma anche dei genitori e delle famiglie con una disponibilità assoluta, con la parola e l'azione giusta in ogni momento, in quelli facili e in quelli difficili, in quelli belli e in quelli brutti. 
La sua attenzione era perché la crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi avvenisse non per diventare classe dirigente ma per diventare persone responsabili, non per imparare e basta ma per imparare ad imparare, non per l'affermazione sociale fine a se stessa ma per la realizzazione della persona in quanto tale. Ha voluto che anche la malattia diventasse per lui una fonte di arricchimento, con la grandezza degli interrogativi, e per gli altri un motivo di insegnamento, con la profondità delle sue riflessioni. Mancherà moltissimo, ma grazie a quanto ha insegnato con profondità e lungimiranza sappiamo che il suo pensiero e le sue attività continueranno a esserci - ha concluso Manfredi Palmeri.