LETTERE DA BERLINO (Alone in Berlin)

Regia: Vincent Pérez, Sceneggiatura: Vincent Pérez, Achim Von Borries (da un romanzo di Hans Fallada, Cast: Emma Thompson, Brendan Gleeson, Daniel Brühl

Consigliato perché: Le ottime interpretazioni dei protagonisti rendono ancora più emozionante una storia vera di coraggio e amore.
Tratto dal romanzo “Ognuno muore solo” di Hans Fallada, il film racconta la storia dei coniugi tedeschi Quangel che, dopo aver perso il figlio in guerra, sfidano il regime nazista lasciando per le strade di Berlino cartoline anonime con messaggi inneggianti alla libertà. La bellezza del film è data soprattutto dal modo delicato in cui il regista racconta il coraggio dei protagonisti: nonostante le loro azioni siano incredibilmente rischiose e le atmosfere siano spesso opprimenti, il film non si trasforma mai in un thriller. Il punto focale, invece, sono sempre le motivazioni profonde dei due personaggi principali: abbattere il muro di bugie del regime, che li ha privati del figlio, e provare a dare un senso alla propria sofferenza, testimoniandola ad altri berlinesi come loro. Anche nel dolore, entrambi conservano una dignità rara, che colpisce e mette in discussione perfino il determinato ufficiale di polizia che dà loro la caccia. Proprio quest'ultimo si ritrova metaforicamente schiacciato dalle scatole in cui sono contenute le cartoline: mentre lui dubita della sua stessa fedeltà al partito, le pareti del suo ufficio sono tappezzate dalle prove del coraggio dei coniugi Quangel, semplici operai che cercano di bloccare gli ingranaggi del regime. La fotografia del film gioca sul contrasto tra luce e buio; la macchina da presa sosta spesso sui volti dei personaggi, per sottolinearne le emozioni senza bisogno di ricorrere al dialogo. Ma l'elemento su cui il regista si sofferma maggiormente è il gesto. Nel film sono presenti almeno due sequenze in cui vengono inquadrate in rapida successione mani che scrivono cartoline, che le raccolgono, le poggiano, o le leggono - dettagli significativi e simbolici, che rappresentano tutta la popolazione di Berlino cui i protagonisti cercano di rivolgersi. Il fatto che in queste sequenze non siano mai inquadrati dei volti, inoltre, rende universale il richiamo dei messaggi. Ugualmente affascinante è il tono del film, che conquista lo spettatore e lo emoziona grazie alle ottime interpretazioni dei protagonisti, senza bisogno di effetti speciali rumorosi o colonne sonore invadenti.
Deborah Lepri