TEATRO ELFO PUCCINI

Tra le proposte di fine marzo all'Elfo, da non perdere, per adulti e bambini., “Leonardo, che genio”, di e con Elena Russo Arman. Dopo il piccolo best seller del suo Shakespeare a merenda, un altro spettacolo delizioso, in cui Elena, come una cantastorie, ripercorre l'esistenza del più grande uomo del Rinascimento: Leonardo da Vinci. Immaginate un grande libro, chiuso, che attende di essere aperto e il racconto che vi è contenuto non è solo di parole: come per incanto, pagina dopo pagina, ci rivela un mondo in tre dimensioni, che ripercorre le tappe fondamentali della vita del grande artista, in cui Storia e leggenda si sono fuse, trasformandolo in un archetipo: l’infanzia nel villaggio di Vinci, l’apprendistato a Firenze, il periodo felice del primo soggiorno a Milano, l’incertezza e il suo continuo peregrinare, fino agli ultimi giorni alla corte del re di Francia. Un libro pop-up, che ha richiesto un anno per essere progettato e realizzato, e che avrebbe forse divertito l'eclettico ed enigmatico Leonardo, sempre attento a intrattenere e sorprendere il suo pubblico. Dal 20 marzo all'8 aprile (riposo dal 26/3 al ¾. Scuole e famiglie sono benvenute.
È in scena fino al 25 “Il misantropo” di Molière, che dal 1666 ha visto le più varie interpretazioni. La versione proposta da Elsinor fa parte del progetto di presentare al pubblico dei classici "riscritti", attraverso un grande lavoro attoriale che renda nuova la parola “corpo”. La regia di Monica Conti indaga stati d'animo, relazioni, situazioni e anche la musica, per dare rilievo al ritmo e al suono non come forme estetiche, ma come espressione dell'inconscio. Qui Alceste non è un eroe tragico o romantico, ma tragicomico perché infelice, disorientato e violento. È uno spettatore della vita immobilizzato in eterno nello scontento. La sua follia, portata all'estremo, diventa una pazza giornata per tutti gli altri.
Fino al 25 anche “Collaborators”, prodotto nel 2017 dal teatro Filodrammatici, nell'ambito dello “scambio” di spettacoli. La commedia amara di John Hodge (sceneggiatore di Trainspotting e Piccoli omicidi tra amici) affronta infatti il delicato argomento della relazione tra potere e creazione artistica. Mosca 1939. A Bulgakov, ex scrittore di successo, mal visto dall’intellighenzia sovietica, viene proposto di scrivere una commedia su Stalin che ne tinga di eroismo le origini. Ciò potrebbe salvargli la carriera, ma le sue convinzioni sono contro il regime. Che fare? Mentre le purghe staliniane cominciano a terrorizzare il paese, il rapporto tra Bulgakov e Stalin rivela come uomo e mostro siano in fondo attratti l’uno dall’altro.
Grazia De Benedetti
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