Com'è bella Milano

Ed eccoci arrivati all'ultimo incontro prima delle vacanze estive.

L'itinerario che vi propongo per questo mese si svolge prevalentemente sull'acqua, sempre affascinante anche se non è proprio il mare. Partiremo da Villa Mirabello, uno degli esempi meglio conservati di villa-cascina quattrocentesca. Il complesso è in mattoni, le finestre sono ogivali con cornici in cotto. L'edificio è fiancheggiato da una piccola chiesa dedicata alla Mater Amabilis. Al centro del cortile si trova una fontana con drago detta “mangia bagaj” mangia bambini, copia identica a quella conservata al Castello Sforzesco. Anche all'interno si possono osservare decorazioni araldiche del Landriani e del Brivio. Voluta dalla famiglia Mirabello, nel 1445 divenne proprietà di Pigello Portinari che incaricò l'architetto toscano Michelozzo di restaurare la cascina trasformandola in una villa tipica del Rinascimento tosco-lombardo. Qui abitò anche Ludovico il Moro durante il suo breve ritorno a Milano. Dal 1916 la villa è sede della Casa di lavoro e patronato per i ciechi di guerra della Lombardia. Da qui proseguiamo verso l'Antica via degli Gnomi, oggi via Lepanto, dove sorgono le bizzarre casette a forma di igloo che risalgono al 1946, opera dell'ingegnere Mario Cavallè, che accanto a queste ne costruì anche due a forma di fungo, che vennero però demolite nel 1965 per fare posto a un edificio abusivo. A pochi passi dalle case igloo, in via Perrone di San Martino, si trova la cosiddetta “Palafitta,” una villa ideata nel 1934 dall'architetto Luigi Figini come propria abitazione. L'edificio poggia su una serie di pilastri di cemento armato che lo tengono sollevato dal suolo e che gli conferiscono appunto tale soprannome. La casa rappresenta un modello di architettura razionalista che richiama gli insegnamenti di Le Corbusier. Oltrepassato il ponticello che affaccia sulla ferrovia, ci troviamo in un rione che ricorda un antico borgo con i suoi orti e le case basse. Raggiungiamo quindi la “Cassina di Pòmm”: nata come locanda con mulino per volere di Francesco Sforza ai tempi in cui venne realizzato il Naviglio Piccolo, divenne punto d'arrivo del canale che solo in seguito fu prolungato fino alla cerchia dei navigli per volere di Ludovico il Moro. Questo storico locale ha avuto nei secoli molti visitatori e ospiti illustri, tra i quali Carlo Porta e Stendhal. Quasi di fronte all'osteria, dove oggi c'è un parco, sorgeva la fabbrica di candele Bonomi alla quale si accedeva dal ponte costruito ai primi dell'Ottocento. Era chiamato “el pont di pan fiss” perché veniva usato dagli operai che, andando a lavorare alla Bonomi, avevano il pasto assicurato grazie al salario della fabbrica. Purtroppo la storica fabbrica di candele andò in fumo durante i bombardamenti del 1943. Imbocchiamo quindi la ciclabile che ci introduce in un altro mondo, dove sembra di non aver più nulla a che fare con il traffico caotico che ci siamo lasciati alle spalle sulla via Melchiorre Gioia. Passeggiando lungo la Martesana fiancheggiata da orti e giardini, alberi secolari che si chinano sulle acque dove sguazzano anatre e gallinelle d'acqua, ci sentiamo già in vacanza e quasi senza accorgercene raggiungiamo Viale Monza. Risaliamo verso via S. Elembardo dove raggiungiamo Villa Finzi. Situata in aperta campagna e attraversata dall'Acualonga” un fontanile che sgorgava da Precotto, al tempo della sua costruzione che risale al primo ottocento. Nello splendido parcO sopravvivono due sculture di puro gusto neoclassico: il Tempio dell'Innocenza composto da otto colonne circondate dal glicine e il sotterraneo Tempio della Notte che richiamerebbe a riunioni massoniche e ad altri riti misteriosi. Di proprietà del conte Batthjanj fu acquisita in seguito dalla nobile Fanny Finzi Ottolenghi, la quale trasformò l'area da luogo di piacere dell'aristocrazia a sede per attività assistenziali costruendo una Casa Giardino per i bambini di Gorla e un rifugio per i ragazzi disabili. Acquistata in seguito dal Comune di Milano ora Villa Finzi è un punto di incontro per anziani e volontari che trascorrono in compagnia ore di piacevole svago.
Ed ecco le ultime due visite che proponiamo per il mese di giugno.
Martedì 6 giugno primo tour della Martesana.
Martedì 13 giugno secondo tour della Martesana.
Le visite riprenderanno il 12 settembre con la gita al Bosco in città.
Gli abbonati riceveranno punto e orario per gli appuntamenti.
Ci troveremo quindi all'uscita metrò Rossa Bonola sempre alle 15.15.
Auguro a tutti i nostri lettori una splendida estate, arrivederci da 
Albertina Fancetti